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Bimbo ucciso a Milano, il padre confessa: “L’ho picchiato a morte”

Il padre del bimbo di due anni trovato morto a Milano in una casa popolare della zona San Siro ha confessato di aver ucciso di botte il figlio.

Omicidio volontario con l’aggravante della minore età e dei maltrattamenti. Questa è l’accusa per Aliza Hrustic, il 25enne padre del bambino di due anni trovato morto ieri mattina in un appartamento della zona San Siro a Milano.

L’uomo, una volta rintracciato, ha confessato: “Non riuscivo a dormire, mi sono alzato dal letto e l’ho picchiato”.

Una motivazione assurda e inquietante che ha lasciato tutti, investigatori compresi, sbigottiti. “Non è stato in grado di spiegare precisamente – ha detto il capo della Mobile, Lorenzo Bucossi – cosa gli è venuto in mente in quel momento. Non sappiamo se il bambino stesse piangendo, ha solo raccontato che non riusciva a dormire e che aveva assunto hashish. Si è alzato e, in preda a un accesso di rabbia incomprensibile, lo ha picchiato a morte”.

I sospetti degli investigatori si erano immediatamente focalizzati sul genitore che pur avendo chiamato il 118 non si è fatto trovare in casa al momento dell’arrivo dei paramedici. Inoltre il corpicino del piccolo presentava lividi evidenti e i piedi fasciati (non legati come, invece, era erroneamente trapelato in un primo momento). Pare che le fasciature fossero state fatte perché il bimbo si era ferito camminando su vetri. Tuttavia si attende l’esito dell’autopsia per avere certezze anche sulla causa della morte.

L’uomo, nato a Firenze ma di origini croate e con un precedente del 2016 per riciclaggio, è stato portato in carcere. Per quanto riguarda gli altri 3 figli, due sono stati affidati ai servizi sociali (uno, infatti, vive in Croazia).

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