Bistrot Cannavacciuolo, la difesa del FIPE: “No alla gogna mediatica”

Ha fatto il giro d’Italia la notizia della multa e della doppia denuncia ai danni del Bistrot torinese di Antonino Cannavacciuolo.

In sintesi, il locale è stato sanzionato dai NAS perché sul menù mancava l’indicazione degli alimenti congelati e le materie prime consegnate in cucina non erano tracciate.

In difesa di Cannavacciuolo si è espressa la FIPE, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

Ecco le parole del vicepresidente Giancarlo Deidda:

Mettere alla pubblica berlina un professionista per un supposto asterisco mancante è davvero un po’ troppo; farlo nel periodo natalizio appare anche strumentale. I controlli e le sanzioni ai ristoratori che frodano o scorretti sono sacrosante. Ma quella di Cannavacciuolo non è una scorrettezza, bensì solo un equivoco formale. Bisogna evitare di trasformare un corretto sistema di norme in una gabbia rigidissima“.

Intervistato da La Stampa, lo chef ha ‘minacciato’ di lasciare l’Italia: “Va bene che ci siano delle regole, ma applicarle in questo modo è assurdo. Si parla tanto delle difficoltà che gli imprenditori sopportano per lavorare in Italia, in qualsiasi settore. Ecco: storie come questa fanno venire voglia di andarsene da un’altra parte“.

Ricordiamo che i NAS e l’ASL locale hanno multato la società della moglie di Cannavacciuolo, Cinzia Primatesta, a pagare 1.500 euro.