Boccia: “Chiusura tra le Regioni? Non si può escludere nulla”

Le parole del ministro degli Affari Regionali su Radio Capital.

Francesco Boccia
Francesco Boccia
  • Il ministro Francesco Boccia non esclude la possibilità che ci possano essere chiusure tra le Regioni.
  • Il ministro Francesco Boccia contro i ritardi per fare un tampone.
  • Il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini dice che bisogna stare pronti a nuove misure restrittive.

Francesco Boccia, ministro degli Affari Regionali, su Radio Capital, durante la trasmissione The Breakfast Club, ha affermato: «Le limitazioni di spostamento tra le Regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento. Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le Regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c’è una spia che si accende bisogna intervenire».

Il ministro ha aggiunto: «La risalita dei contagi era prevedibile. Le terapie intensive sono state rafforzate. Questi sono numeri diversi rispetto a quelli di aprile, anche se il virus c’è e bisogna conviverci. Come governo non fissiamo nessuna asticella».

A proposito, poi, dei test rapidi: «Non è accettabile aspettare ore e ore per fare un tampone. Bisogna potenziare i servizi sanitari, stiamo lavorando sui test rapidi perché si possano fare ovunque».

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BONACCINI: “PRONTI A EVENTUALI MAGGIORI RESTRIZIONI”

Sul tema restrizioni è intervenuto oggi, ospite di 24 Mattino su Radio24, anche Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza Stato Regioni: «Se il contagio aumenterà e troveremo situazioni più preoccupanti si dovrà essere pronti a eventuali maggiori restrizioni. Tutto dipende dai comportamenti che ognuno di noi adotta e dai controlli messi in campo».

«Bisogna fare le cose per bene e bisogna essere pronti anche a qualche restrizione in più se necessaria – ha aggiunto Bonaccini – ma certamente la cosa migliore è chiedere alle persone comportamenti adeguati, a non scherzarci su, siamo ancora in piena fase di lotta alla pandemia seppur la si è imparata a contrastare meglio».

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