Bonus 100 euro, da questo mese di luglio in busta paga

Intanto si parla di prorogare Cig Covid e di negare ancora la possibilità di licenziare.

Il bonus fino a 100 euro – che subentra al posto di quello Renzi – è stato stabilito attraverso l’approvazione dell’ultima legge di bilancio e incide sulla vita di 16 milioni di lavoratori. Con i pagamenti previsti per il 27 luglio, sia nel pubblico che nel privato, ci sarà un incremento delle retribuzioni, grazie al taglio del cuneo fiscale approvato a dicembre. I sindacati si dicono soddisfatti.

Il Governo, nel frattempo, è al lavoro per rinnovare gli ammortizzatori sociali, prolungare la Cassa integrazione e blindare i posti di lavoro: chi vuole licenziare, quindi, dovrà aspettare ancora (salvo alcune eccezioni). Secondo le indiscrezioni sul prossimo decreto, si parla di prolungare la Cig di altre 18 settimane.

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Prosegue il confronto con sindacati e imprese sulla riforma degli ammortizzatori sociali che sto portando avanti. Nell’ambito degli incontri ministeriali, emergono alcune prime convergenze di entrambe le parti sull’impianto della riforma. Un impianto orientato verso un sistema universalistico, che protegga tutti i lavoratori tenendo conto delle specificità di settore e della dimensione delle aziende, e che sia incentrato sulle politiche attive, esattamente come propongo fin dall’inizio del mio mandato come Ministro. Le parole d’ordine sono semplificazione, formazione e occupazione. Da un lato, infatti, occorre semplificare la vita alle imprese attraverso la digitalizzazione e l’interoperabilità. Obiettivo su cui sono al lavoro con il Ministro @paolapisano.min. Dall’altro è necessario accompagnare il lavoratore beneficiario delle misure di sostegno al reddito – non solo della #CassaIntegrazione, ma anche della #Naspi e delle altre indennità – in un percorso “attivo”, volto all’accrescimento delle proprie competenze. Con lo stesso obiettivo ho voluto introdurre, nel #DecretoRilancio, il #FondoNuoveCompetenze. Grazie a questo fondo, infatti, le imprese potranno rimodulare l’orario di lavoro dei propri dipendenti destinando parte di esso alla loro formazione (finanziata dallo Stato). In questo modo favoriamo il rafforzamento della competitività delle aziende e, in caso di ricollocazione, assicuriamo maggiore occupabilità al lavoratore. Il mio impegno, insieme a quello dei tecnici del Ministero e degli esperti coinvolti, è quello di giungere presto a una riforma condivisa con le parti sociali.

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«C’è convergenza sull’impianto della riforma degli ammortizzatori sociali: le imprese chiedono che sia creato un sistema universalistico, che protegga tutti i lavoratori tenendo conto delle specificità di settore e della dimensione delle aziende e sia orientato alle politiche attive, esattamente come propone da tempo il ministro»: ha fatto sapere la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Si parla anche di incentivi all’occupazione, tra i quali la decontribuzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e gli sgravi fiscali per le aziende che decidono di far rientrare i dipendenti al lavoro dopo il periodo di Cassa integrazione.

Si dice preoccupato circa il prolungamento dello stop ai licenziamenti con «blocchi di qualsiasi tipo» il presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz: «Ricordiamoci che siamo già in un Paese che non è propriamente amichevole nei confronti del fare impresa, per cui ulteriori limitazioni temiamo sempre che possano creare maggiori difficoltà alle nostre imprese».

Sul rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, il presidente di Federmeccanica rassicura che c’è «la totale volontà di fare il contratto» e garantisce «la centralità della contrattazione nazionale in corso».

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