Bonus 600 euro, il sito INPS è ko e Tridico: “Non c’è fretta”

Problemi al sito dell’INPS nel primo giorno per la richiesta dell’indennità da 600 euro.

Il sito dell’INPS è in tilt. Ciò perché oggi, mercoledì 1° aprile, è il primo giorno per la richiesta del bonus 600 euro per i lavoratori autonomi e per le Partite IVA. I problemi sono cominciati già stanotte.

Contattato dall’Ansa, il presidente Pasquale Tridico ha affermato: «Dall’una di notte alle 8.30 circa, abbiamo ricevuto 300mila domande regolari. Adesso stiamo ricevendo 100 domande al secondo. Una cosa mai vista sui sistemi dell’Inps che stanno reggendo, sebbene gli intasamenti sono inevitabili con questi numeri».

Dopodiché Tridico ha ricordato che «non c’è fretta» perché «come abbiamo detto più volte, le domande possono essere fatte per tutto il periodo della crisi, anche perché il Governo sta varando un nuovo provvedimento sia per rifinanziare le attuali misure sia per altre».

Tra i problemi segnalati non solo il crash del sito, quindi impossibile da usare, ma anche un messaggio che dice che occorre il PIN intero (mentre basta quello semplificato, ovvero le prime otto cifre ricevute via telefono) e pagine che non si caricano del tutto.

Il presidente dell’INPS, Tridico.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, il ministro Speranza: “Misure restrittive prorogate fino al 13 aprile”.

Ma la polemica politica è già cominciata. Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia ha affermato: «In un primo momento l’Inps aveva comunicato che dal primo aprile le domande per l’indennità sarebbero state valutate in ordine cronologico, ossia chi arriva prima prende il bonus, gli altri dovranno aspettare. Poi ha negato il click day e cancellato l’informativa online. Non solo: milioni di italiani che hanno tentato di collegarsi al sito dell’Inps stanotte e stamani si sono trovati davanti la schermata ‘il servizio è temporaneamente inattivo, si prega di riprovare più tardi’. E poi, beffa nella beffa, il presidente Tridico ha specificato che ‘le domande possono essere fatte per tutto il periodo della crisi’. Se voleva essere una rassicurazione, significa non aver capito che la crisi sarà lunghissima, che il bisogno di liquidità è immediato, che i pagamenti sono già in gravissimo ritardo, e che di questo passo si rischia un’emergenza sociale senza precedenti. Di tutto c’è bisogno meno che dei pesci d’aprile dell’Inps».

Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva, ha affermato: «L’inoltro della domanda per i 600 euro a partite Iva e autonomi si è rivelato un disastro annunciato: sito dell’Inps irraggiungibile e bloccato, messaggi sbagliati e contraddittori dell’Istituto e del suo presidente, caos e disagi per i cittadini già provati dall’emergenza e costretti a chiedere un bonus evidentemente insufficiente. L’intera gestione è stata fallimentare. Il presidente Tridico farebbe bene, intanto, a scusarsi, invece di lanciare ora dichiarazioni dal sapore beffardo come quella sul ‘non c’è fretta’. Quanto sta accadendo in queste ore è scandaloso».

«Aver prima annunciato – ha proseguito Gadda – e poi smentito il ‘Click day’, salvo scrivere sul sito ufficiale dell’Inps che i contributi sarebbero stati erogati secondo l’ordine cronologico di arrivo, scritta poi cancellata, ha creato le condizioni per trasformare la procedura di questo bonus in una sorta di lotteria che riguarda milioni di persone. Una prova di inadeguatezza che lascia sbalorditi».

LEGGI ANCHE: Coronavirus, l’annuncio di Brusaferro (ISS): “Siamo arrivati al picco”.