Bonus bebè 2018: ecco cosa cambia

Riconfermato, ma con importanti modifiche. È l’assegno di natalità, comunemente chiamato ‘bonus bebè’, che l’ultima legge di bilancio ha deciso di rinnovare per il 2018, ma cambiandolo in parte.

Il bonus potrà essere richiesto sempre da chi avrà un figlio o ne adotterà uno, ma durerà soltanto per i primi 12 mesi dalla nascita (o dall’entrata in famiglia di un bambino) e non più per 36. Ma non è tutto. A meno che non ci siano ripensamenti, questo tipo di aiuto economico non sarà più in vogore a partire dal 2019.

Per il resto non cambia nulla.

Per quanto riguarda l’importo, sarà di 80 euro al mese per le famiglie con Isee annuo fra i 7mila e i 25mila euro, e di 160 euro mensili per quelle con reddito annuo inferiore ai 7mila euro.

Lo potranno richiedere cittadini italiani o di uno stato europeo, ma anche chi ha il permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo purchè la residenza sia in Italia e si conviva con il figlio per il quale si richiede il bonus.

La domanda, che va inoltrata entro 90 giorni dalla nascita o dall’ingresso del bebè in famiglia, deve essere presentata per via telematica all’Inps.

L’importo sarà versato mensilmente dall’Inps al genitore che ne ha fatto domanda secondo la modalità indicata dal richiedente al momento della richiesta (bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con Iban).