Bonus per pagamenti con il pos: un incentivo ai consumi

Due miliardi sono stanzianti dal Governo per abbigliamento, elettrodomestici e ristorazione.

carta di credito
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Un bonus per pagamenti con il pos. Il Governo Conte ha destinato due miliardi di fondi per incentivare i consumi e far ripartire l’economia in ginocchio dopo i mesi di lockdown. Una misura che parte ad agosto per esaurirsi a dicembre.

È questo uno dei probabili punti del nuovo Decreto Rilancio da 25 miliardi. L’ufficialità probabilmente arriverà giovedì 7 agosto. Attese anche le decisioni su cassa integrazione, tasse, scuola ed enti locali.

Intanto si spinge sul fronte del Recovery Fund: entro domani, 4 agosto, i ministri dovranno fare le proprie proposte a Palazzo Chigi; intanto però pare verrà accantonata l’ipotesi della commissione bicamerale. Al centro dei nuovi incentivi al consumo ci sono le carte di credito e i bancomat. Si tratta di un bonus riservato ai pagamenti con il pos. Un modo anche per tracciare il denaro e combattere il nero.

caffè al bar
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La misura, per tre miliardi, era già stata decisa con la legge di Bilancio, ma il lockdown ha messo tutto in standby. Adesso, considerata la crisi, si sta pensando a un rimborso di parte della spesa sostenuta, con un tetto massimo, da accreditare direttamente al consumatore-contribuente nel proprio conto corrente o nel cassetto fiscale.

Incentivi per acquisti al bar o al ristorante, secondo la viceministra del Tesoro Laura Castelli. Il ministro dei Beni Culturali Franceschini invece vorrebbe aiutare gli esercizi commerciali dei centri storici ormai deserti. La ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova mira a incentivare gli acquisti di prodotti italiani da parte dei commercianti, fino a cinquemila euro.

Agevolazioni per la rottamazione dell’auto e bonus ecologico per le ristrutturazioni dei condomini e delle seconde case. L’intero Decreto Rilancio destinerà circa dieci miliardi alla cassa integrazione e due alle altre misure per il lavoro, quattro al fisco, 1,3 alla scuola, quattro/cinque a Comuni e Regioni e un miliardo al fondo di garanzia delle Piccole e medie imprese.

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