Bus a fuoco, l’autista senegalese ha cambiato versione: “Ecco perché l’ho fatto”

Bus a fuoco, l'autista senegalese ha cambiato versione: "Ecco perché l'ho fatto"

Ousseynou Sy, l’autista senegalese (con cittadinanza italiana da 17 anni) che ieri – mercoledì 20 marzo – ha sequestrato e incendiato un bus con 51 ragazzini a bordo, ha cambiato la versione del motivo che l’ha spinto a tentare di compiere un gesto eclatante.

Dal carcere di San Vittore di Milano, infatti, il 47enne si è definito un “panafricanista” e ha spiegato di sperare anche nella vittoria delle destre in Europa “così non faranno venire gli africani“. Ha pure detto di avere avuto in mente da un po’ di compiere l’azione di ieri “per dare un segnale“.

Insomma, tutto l’opposto rispetto a quanto raccontato prima. Sì, perché il senegalese sul bus avrebbe gridato: “Lo faccio per i migranti“. Inoltre, stando ai racconti degli studenti, “continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa è di Di Maio e di Salvini“.

Gli investigatori, comunque, stanno cercando il video – manifesto condiviso dall’uomo sul suo canale privato sul web e inviato ai suoi conoscenti in Italia e in Senegal dal momento che lì avrebbe spiegato le ragioni del suo gesto. Del filmato, tra l’altro, ha parlato lo stesso Sy ai Pm.

Bus a fuoco, l'autista senegalese ha cambiato versione: "Ecco perché l'ho fatto"

Intanto, Khalid Shehata, il papà del 13enne Ramy, che ha nascosto il cellulare con cui ha avvisato il 112, chiede per il figlio la cittadinanza italiana: “È nato qui, vorremmo restare in Italia“.

Siamo egiziani – ha aggiunto l’uomo – sono arrivato in Italia nel 2001, mio figlio è nato qui nel 2005 ma siamo ancora in attesa di un documento ufficiale. Vorremmo tanto restare in questo Paese. Quando ieri l’ho incontrato l’ho abbracciato forte“.

Al padre ha già risposto il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook: “Ha messo a rischio la propria vita per salvare quella dei suoi compagni. È la cittadinanza per meriti speciali che si può conferire quando ricorre un eccezionale interesse dello Stato. Sentirò personalmente il presidente del Consiglio in questo senso“, aggiungendo che è “anche grazie a lui che si è evitato il peggio. Il papà oggi ha lanciato un appello, ha chiesto che gli venga riconosciuta la cittadinanza e credo che il governo debba raccogliere questa richiesta“.

Possibilista anche Matteo Salvini: “Stiamo facendo tutte le verifiche del caso. Ora dobbiamo leggere le carte e valuteremo“.