Buste esplose in poche ore a Roma: ferite tre donne

L’ipotesi è che dietro agli ordigni ci sia la stessa mano.

A Roma e a Fiumicino, tra ieri e oggi, tre buste esplosive sono state recapitate e hanno provocato il ferimento di tre donna che non sono in gravi condizioni. Indagini in corsa da parte di Polizia e Carabinieri.

Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, su Twitter ha affermato: «Dietro questi assurdi gesti ci sarebbe un’unica mano. Solidarietà alle donne ferite. Le forze dell’ordine assicurino al più presto alla giustizia questo delinquente».

Si è appreso che il primo episodio è avvenuto alle 23.30 di ieri, domenica 1 marzo, al centro smistamento postale di Fiumicino e un’impiegata è rimasta ferita mentre maneggiava la busta. Per lei dieci giorni di prognosi.

Il secondo episodio è avvenuto alle 18.15 in via Piagge, zona Fidene: anche in questo caso una donna ha aperto la busta ed è rimasta ferita.

Il terzo e ultimo episodio è avvenuto alle 19.16, in zona Balduina, in via Fusco: una pensionata, arrivata a casa, ha aperto la busta ed è esplosa, ferendosi al viso e alle mani, portata all’ospedale Gemelli. La Digos sta indagando sul primo e terzo episodio, i Carabinieri sul secondo.

Nessuna delle tre buste conteneva una rivendicazione. Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, i tre ordigni sarebbero quasi identici e ciò farebbe pensare che dietro di essi ci sarebbe la stessa mano ma si attende l’esito degli esami della Polizia Scientifica per confermare quest’ipotesi. Infine, parrebbe che dietro ai tre ordigni non ci sarebbero soggetti legati a fenomeni eversivi.

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