Uccide due imprenditori, ne ferisce un terzo e poi si suicida

Cosimo Balsamo si è tolto la vita nel parcheggio del Family Market di Azzano Mella (Brescia), dopo un conflitto a fuoco con i Carabinieri che lo avevano intercettato.

Balsamo, pregiudicato 60enne, stamane ha ucciso due uomini e ne ha ferito un terzo.

Il tutto ha avuto inizio intorno alle 11 quando Balsamo è arrivato a Flero nella sede dell’azienda SGA che si occupa di commercio di veicoli industriali. Ha chiesto al titolare di parlare con Elio Pellizzari, 78enne a capo della PG metalli, azienda che si trova a pochi metri dal capannone della SGA.

Quando è arrivato Pellizzari, il pregiudicato gli avrebbe urlato contro ‘Mi hai rovinato la vita’ e ha aperto il fuoco con un fucile a pompa uccidendo Pellizzari e ferendo il titolare della SGA. Poi si è dato alla fuga a bordo della Bmw X5 del ferito.

Cosimo Balzano.

Giampietro Strada, il nipote del titolare della Sga, ha assistito alla scena. “Ha sparato con un fucile a pompa – ha dichiarato al ‘Giornale di Brescia’ – con le cartucce in vita, tre o quattro pistole. Io non volevo aprirgli, ma ha scavalcato e ha detto allo zio di chiamare Elio Pelizzari. Dopo aver sparato mi ha puntato la pistola e mi ha detto di accendere la macchina ed è partito”.

Poi Cosimo Balsamo ha fatto perdere le tracce fino alle 13 quando ha commesso un altro omicidio: a Carpeneda di Vobarno ha assassinato James Nolli, un altro imprenditore nel cortile della sua abitazione.
Secondo quanto riportato da ‘Repubblica’, le vittime si conoscevano. Tutte e tre e Balsamo, infatti, nel 2009 avevano affrontato un processo perché accusati di far parte della banda dei tir che agni inizi del 2000 aveva derubato molte aziende di trasporto di metalli del Nord Italia. Balsamo era poi stato condannato per associazione a delinquere finalizzata al furto e al riciclaggio.

Poi la caccia all’uomo. Balsamo era ritenuto pericoloso perché armato pesantemente. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine perché aveva fatto parte di una banda dedita ai furti nel Bresciano. Inoltre, lo scorso 30 gennaio era salito sul tetto del Tribunale di Brescia minacciando il suicidio per protestare contro il sequestro della sua abitazione.