Calcio, il Brescia ha licenziato Mario Balotelli

La decisione delle Rondinelle.

Mario Balotelli è stato licenziato dal Brescia, la squadra della città in cui è cresciuto dopo essere nato a Palermo.

Massimo Cellino, presidente della squadra lombardo, ha dato mandato al proprio legale di fare partire il ricorso per la risoluzione unilaterale del contratto per giusta causa.

Secondo la società, l’attaccante 29enne è stato autore di assenze immotivate da alcuni allenamenti fino a maggio e l’atteggiamento negligente avuto durante il primo periodo di lavoro da casa, durante il lockdown.

A causare la definitiva rottura tra Balotelli e il Brescia è stato il certificato medico depositato dal giocatore con i 6 giorni di prognosi per gastroenterite. Inoltre, la società ha rimproverato all’ex attaccante del Marsiglia e del Nizza di avere avuto una condizione fisica precaria.

Nei giorni scorsi Cellino, intervistato dal Corriere della Sera, ha detto: «La scommessa Balotelli l’ho persa di brutto. Io l’ho tentata, il resto l’ha fatto Mario. Ho pensato che le condizioni ci fossero tutte, niente da fare. Mario vive al di sopra delle regole, oppure con regole tutte sue, gli dici una cosa e lui ne fa un’altra».

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Ecco, invece, le parole dell’allenatore Diego Lopez, sempre intervistato dal Corriere della Sera: «Nella vita contano i fatti, non le parole. Siamo quello che facciamo, non quello che diciamo o che scriviamo. La verità qui è una sola: la squadra ha preso una strada, Mario un’altra».

«Io credo che ognuno sia padrone del proprio destino, ma non a parole. Con i gesti – ha aggiunto Lopez – Mario si allena da solo perché i suoi compagni hanno fatto un percorso che lui non ha fatto. Era facoltativo, va bene, ma il gruppo ha preso una strada e lui un’altra. Su Zoom, durante la quarantena, non si è fatto vedere. Anche se lui dice di stare bene, non è al livello dei compagni. Ora deve recuperare, punto».

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