Calendario Maya, errore d’interpretazione: a quando la fine del mondo?

Previsioni e supposizioni ne sono state fatte tantissime, ma ci siamo davvero?

calendario maya

Secondo la corretta interpretazione del calendario Maya, la fine del nostro pianeta sarebbe vicina, una supposizione che è tornata prepotentemente, considerando la pandemia da Coronavirus che ci siamo ritrovati a dovere affrontare.

Altro che 2012, l’apocalisse è il 21 giugno 2020. Questo è il risultato a cui si arriva se si asseconda la teoria che circola sul web da qualche giorno. E perché lo scopriamo solo ora? Perché i calcoli precedenti, che ci avrebbero visti estinti da otto anni, sarebbero sbagliati. A dirlo lo scienziato Paolo Tagaloguin.

Lo ha detto attraverso una serie di post su Twitter poi rimossi. Perché? Forse ci ha ripensato. L’errore nasce con il passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano, introdotto nel 1582. Il margine è di ben otto anni.

fine del mondo

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Secondo lo scienziato, con il cambio, sono stati persi alcuni giorni ogni anno, 11 a voler essere precisi. Scampata quella di otto anni fa, adesso dobbiamo affrontare quella della prossima settimana. Non vale la pena fare programmi a lungo termine.

Diamo per scontato, al di là del fatto che i calcoli siano corretti o meno, che lo stesso Paolo Talagoguin non voglia lasciare intendere per davvero che siamo vicino alla fine del mondo, all’estinzione di tutte le specie che abitano il nostro pianeta.

Avrà certamente voluto sottolineare soltanto che i precedenti calcoli sul calendario Maya non si sono rivelati giusti, ma questo noi già lo sappiamo da poco meno di un decennio. Adesso non ci resta che attendere il 21 giugno e vedere se si tratta di un’altra bufala.

A farci ben sperare sul nostro futuro e su quello della Terra intera è che, molto probabilmente, lo scienziato in questione non esiste nemmeno. Sul web, di lui e della sua carriera non ce n’è alcuna traccia. Il suo account Twitter è stato chiuso e poi riaperto. L’ipotesi più probabile è che si tratti di un impostore. E meno male…

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