Camaiore: serate a luci rosse con i migranti

Sorriderà da lassù Giorgio Gaber. E probabilmente starà già strimpellando la chitarra e cantando i primi versi di una nuova canzone dedicata alla sua Camaiore, comune in provincia di Lucca.

O meglio, alle sue donne.

Sì, perché il comune toscano dove nel Capodanno del 2003 morì “il Signor G.”, nelle ultime ore è balzato agli onori della cronaca per una vicenda che avrebbe fornito al grande cantautore pane per i suoi denti, o meglio personaggi per le sue storie.

Protagonisti: le donne e un gruppo di richiedenti asilo di origine africana ospiti del centro di accoglienza presso l’Istituto religioso “La Misericordia”.

Da un po’ di tempo, i residenti della zona, avevano notato un viavai di auto davanti all’abitazione messa a disposizione degli immigrati. Temendo il peggio, ovvero che quello fosse diventato un centro di smistamento di droga o la base logistica di kamikaze in procinto di fare un attentato, i Camaioresi hanno sollecitato sindaco e forze dell’ordine a sondare il terreno.

Dopo alcuni giorni di appostamenti, è emersa la verità. Agli ospiti del centro piaceva trascorrere serate a luci rosse. Durante un sopralluogo a sorpresa, infatti, vigili urbani e carabinieri hanno stanato sotto ai letti alcune donne. E se fossero state soltanto le connazionali dei richiedenti asilo, una ramanzina con tiratina d’orecchie sarebbe stata più che sufficiente.

La beffa per i Camaioresi è stata trovare in quella casa anche delle loro concittadine: giovani e meno giovani, signorine e donne sposate che, si legge su “La Nazione”, ricambiavano i favori dei giovani immigrati con ricariche al cellulare.

Quando si dice la “misericordia”…