In carcere per 4 anni da innocente. L’incubo di un meccanico di Frosinone

In carcere da innocente. Accusato di essere stato a capo di un traffico di droga proveniente dall’Inghilterra e Olanda, Vittorio U., 40 anni, operaio in una officina del capoluogo ciociaro, ha trascorso quattro anni tra il carcere di Poggio Reale e Santa Maria Capua Vetere.

L’avvocato Francesco Galella, difensore dell’operaio, in sede dibattimentale aveva sempre sostenuto che si era trattato di un clamoroso errore giudiziario e che il suo assistito – sposato e padre di tre figli – non aveva mai avuto nulla a che fare con quel traffico di droga.

Di avviso diverso l’accusa: il pubblico ministero aveva chiesto 24 anni di pena. Ma oggi, dopo quattro anni in carcere trascorsi ingiustamente, l’operaio ha riconquistato la sua libertà e ha ottenuto il risarcimento che gli spettava.

Nei giorni scorsi i giudici dell’VIII sezione della Corte di Appello di Napoli, sezione specializzata per le richieste di riparazione da ingiusta detenzione, ossia per il risarcimento dei danni a chi ingiustamente patisce la custodia cautelare o il carcere definitivo, hanno accolto la richiesta dell’avvocato Galella – che con la sua tenacia è riuscito a smontare le accuse – disponendo un risarcimento per il meccanico frusinate pari a 352.079,16 euro.

L’INGIUSTA DETENZIONE

La riparazione per ingiusta detenzione è stata istituita in Italia con il codice di procedura penale Vassalli nel 1988, insieme a quella per errore giudiziario. Nel primo caso, la riparazione è prevista per chi ha subìto custodia cautelare ma poi si vede assolto con sentenza irrevocabile, nel secondo per chi è stato condannato alla pena detentiva con sentenza definitiva e poi si vede assolto dopo un processo di revisione.

Secondo i dati del ministero dell’Economia per questi motivi, dal 1991 quando si sono verificati i primi cinque risarcimenti, lo Stato ha versato per l’esattezza la bellezza di 575 milioni 698 mila euro, di cui 30 milioni per gli errori giudiziari (545 milioni 460 mila solo per le ingiuste detenzioni: oggi in Italia il 40 per cento dei detenuti è in custodia cautelare). In media, ogni anno, lo Stato versa circa 30 milioni di euro per indennizzi e in particolare nel 2004 è arrivato al picco di 56 milioni, nel 2002 di 49 milioni, nel 2001 ha superato i 47 milioni di euro.