Carabiniere ucciso, bendarono l’americano: due militari a rischio processo

Christian Gabriel Natale Hjorth è stato bendato mentre era in stato di fermo nella caserma di via in Selci.

Deposito degli atti e rischio processo per due militari dell’Arma dei carabinieri accusati, a seconda delle posizioni, di avere bendato il giovane statunitense Christian Gabriel Natale Hjorth, mentre era in stato di fermo nella caserma di via in Selci, a Roma, per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, e scattato una foto poi diffusa.

In particolare i pm di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore Michele Prestipino e dall’aggiunto Nunzia D’Elia, contestano al Carabiniere Fabio Manganaro l’accusa di misura di rigore non consentita dalla legge per avere bendato il giovane californiano; per il militare Silvio Pellegrini l’accusa è di abuso d’ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della libertà.

Nella memoria difensiva depositata alla Procura di Roma, diffusa alla fine dell’agosto scorso, si legge che il carabiniere che ha condotto il 19enne in caserma è stato «colpito dalle testate di uno dei due giovani», e che Gabriel Natale-Hjorth avrebbe continuato a dare testate in caserma. Per questo motivo sarebbe stato bendato e legato.

Rischia il processo anche l’ex comandante che avrebbe dichiarato il falso sull’arma di Andrea Varriale.

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Nel documento, inoltre, si legge anche che l’interrogatorio si sarebbe svolto «con ogni garanzia di legge» e che la foto poi circolata in rete in realtà sarebbe stata scattata ad uso di un gruppo whatsapp interno per «rassicurare tutti» che i due statunitensi erano stati arrestati e che non si trattava di nordafricani.

La foto sarebbe poi stata «inopinatamente consegnata alla stampa da altro Carabiniere, quasi certamente non partecipante alla chat, che sarebbe già stato individuato dai vertici dell’Arma».

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