Carola Rackete? Non andava arrestata, la sentenza della Cassazione

La decisione della Cassazione e le reazioni della politica e della diretta interessata.

Carola Rackete

Carola Rackete non andava arrestata. È stato respinto dalla Cassazione il ricorso della Procura di Agrigento contro l’ordinanza che lo scorso 2 luglio ha rimesso in libertà la comandante della nave Sea watch 3 approdata a Lampedusa forzando il blocco.

La sentenza ha diviso gli animi della politica. Subito dopo la decisione è intervenuto l’avvocato Leonardo Marino, legale di Carola Rackete, che ha commentato così la decisione della Cassazione: «Vedremo adesso se la Procura di Agrigento darà seguito a questa pronuncia della Cassazione o se andrà avanti su questa sua tesi, che riteniamo folle. Arrestata perché aveva salvato vite umane».

E poi ha aggiunto: «In quel periodo ricordo una particolare tensione politica e adesso siamo felici per l’esito di questa vicenda. I giudici della Cassazione hanno dato ragione a noi».

Alla sentenza ha risposto subito il segretario della Lega Matteo Salvini: «Per qualche giudice una signorina tedesca che ha rischiato di uccidere cinque militari italiani speronando la loro motovedetta non merita la galera, ma il ministro che ha bloccato sbarchi e traffico di esseri umani sì. Questa non è ‘giustizia’, questa è ‘vergogna’».

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Tensione politica che non sembra placarsi. «La Cassazione ha appena dato ragione a Carola Rackete, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra. Quindi il suo arresto fu immotivato. Un abbraccio affettuoso a Matteo Salvini e Giorgia Meloni. E due lezioni per loro: 1. le sentenze le emettono i giudici. 2. chi non ha nulla da temere non scappa dai processi». Così su Facebook Matteo Orfini, parlamentare del Pd.

Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo FDI in commissione Esteri, ha affermato: «Il Pd festeggia perché la Cassazione ha deciso che Carola Rackete ha fatto bene a speronare la motovedetta della Guardia di Finanza. Nulla di strano: sono anni che politicamente forzano i confini per l’immigrazione di massa.Stupisce la crassa ignoranza dell’ultras Matteo Orfini che, ubriaco di immigrazionismo, si scaglia contro Giorgia Meloni sostenendo che le sentenze le fanno i giudici. A parte la banalità dell’affermazione, forse Orfini non sa che la richiesta di arresto e il successivo ricorso è stato avanzato dal Procuratore della Repubblica di Agrigento e non da Giorgia Meloni. Se debbo scegliere una magistratura sto al fianco di quella che considera reato speronare una motovedetta della Guardia di Finanza, non quella che lo considera un mirabile esempio di umanità».

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È intervenuta anche la Rackete su Twitter. «Chi aiuta le persone in difficoltà non andrebbe perseguito – ha scritto la comandante della Sea Watch – La Corte di Cassazione ha confermato che non mi avrebbero dovuto arrestare per aver salvato delle vite. Questo è un verdetto importante per tutti gli attivisti che si occupano di salvare vite in mare». E ha aggiunto che l’Unione Europea dovrebbe riformare le direttive contro i «crimini di solidarietà».

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