Carola Rackete: “UE vuole che i migranti affoghino per scoraggiare le partenze”

A parlare è l’ex capitana della Sea Watch 3.

Carola Rackete
Carola Rackete, dal suo profilo Instagram

Carola Rackete è diventata nota all’opinione pubblica esattamente un anno fa, quando ha preso la decisione di forzare la chiusura del porto di Lampedusa per portare in salvo i 42 migranti che aveva a bordo.

Il suo gesto le è costato l’arresto con l’accusa di resistenza a una nave da guerra e tentato naufragio. La donna parla a un anno di distanza da quanto accaduto e denuncia il fatto che nulla sia cambiato. Accusa di inerzia i diversi Stati europei, tra i quali l’Italia, che rimangono impassibili e immobili di fronte alle centinaia di morti che ancora oggi si consumano nel Mediterraneo.

Carola Rackete torna a puntare il dito contro l’Unione europea, responsabile a suo dire di «vergognoso bilancio» sui migranti morti nell’ultimo anno nelle acque del Mar Meditterraneo.
«Non è cambiato nulla» dal 29 giugno 2019, quando è sbarcata senza avere l’autorizzazione a Lampedusa con più di 40 migranti a bordo, non rispettando il divieto dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Sbarco di migranti a Trapani
Sbarco di migranti a Trapani

LEGGI ANCHE: Caso Vannini, audio di Marco rielaborato: “Ti prego basta mi fa male, portami il telefono”

Mentre i flussi migratori non sembrano subire alcuna battuta di arresto, soprattutto adesso che è estate e le condizioni atmosferiche diventano più favorevoli, il giudizio di Carola Rackete, che ripercorre a ritroso quanto accaduto negli ultimi dodici mesi, è totalmente negativo. Le politiche europee sulla migrazione, secondo il suo parere, non sono state per nulla all’altezza della situazione di emergenza che stiamo vivendo.

«Se c’è stato un cambiamento, si tratta di un deterioramento della situazione»: parole molto dure le sue, e che non lasciano spazio alle interpretazioni. All’agenzia tedesca Dpa, denuncia i diversi Stati europei – tra cui Italia, Spagna, Malta, Paesi Bassi e Germania – «che continuano a impedire e a sorvegliare le missioni marittime e aeree».

Nel frattempo aumenta ogni giorno il numero di morti nei tanti naufragi che si verificano a due passi dalle nostre coste. «Perché l’Ue vuole che affoghino per spaventare chi intende intraprendere gli attraversamenti»: afferma Carola Rackete.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, il governo del Veneto: “Attivi 22 focolai”