Caso Denise Pipitone, Olesya Rostova, la novità sul test del DNA

La donna russa che aveva rivendicato la maternità della ventenne non è risultata essere sua parente.

  • La maternità di Olesya Rostova era stata rivendicata nei giorni scorsi.
  • La donna che ha presentato la rivendicazione ha parlato di una figlia sottrattale nel 2015.
  • L’esame del DNA ha dato esito negativo.

I riflettori sul caso di Denise Pipitone si sono riaccesi. Come ben si sa, una spettatrice del programma Chi l’ha Visto? ha segnalato una trasmissione russa in cui una giovane donna cercava sua madre, affermando di essere stata rapita da piccola e di aver vissuto in un campo rom.

I numerosi dettagli sovrapponibili al caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel lontano 2004, hanno portato Piera Maggio, che in questi 17 anni non ha mai smesso di cercare la figlia, a sottoporsi al test del DNA.

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La rivendicazione della maternità e l’attesa del gruppo sanguigno di Olesya

Nel frattempo, una donna russa ha rivendicato la maternità di Olesya, affermando che la ragazza è la figlia che le è stata sottratta nel 2015. L’esame ha dato esito negativo. C’è chi parla di un’ulteriore speranza per Piera Maggio e chi ricorda che la donna ha sempre affermato di essere “cautamente speranzosa”; in questi lunghissimi 17 anni, infatti, non è la prima volta che si sottopone a un test del DNA.

Nel frattempo, si attende la comunicazione ufficiale del gruppo sanguigno di Olesya, con il legale della Maggio che si è detto pronto, in caso di ulterior ritardi, a contattare l’ambasciata italiana a Mosca.

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