Emanuela Orlandi, spunta dossier del Vaticano: “Spesi 500 milioni fino al 1997”

La scomparsa di Emanuela Orlandi si arricchisce di un nuovo mistero. Si tratta del “Resoconto sommario delle spese sostenute dallo Stato Città del Vaticano per le attività relative alla cittadina Emanuela Orlandi (Roma 14 gennaio 1968)”.

Ne è entrato in possesso il giornalista Emiliano Fittipaldi che ne pubblica uno stralcio su Repubblica come anticipazione del suo nuovo libro in uscita a giorni Gli impostori.

Il dossier di 197 pagine (accompagnato da una lettera di 5 pagine datata marzo 1998, scritta al computer e inviata dal cardinale Lorenzo Antonelli allora capo dell’Apsa ai monsignori Giovanni Battista Re e Jean-Louis Tauran) sintetizzerebbe gli esborsi sostenuti dal Vaticano dal 1983 al 1997: oltre 483 milioni delle vecchie lire, ovvero quasi mezzo miliardo.

Tra le spese spiccano le 450mila lire per la “preparazione all’attività investigativa estera”, i 4milioni per un non meglio specificato “spostamento” e le “rette di vitto e alloggio a Londra”. Si tratta di somme, come evidenzia il giornalista, che confermerebbero che il Vaticano a suo tempo intraprese “una attività investigativa propria (sulla sparizione della Orlando, ndr) i cui risultati sono ad oggi del tutto sconosciuti”.

Ma non sarebbe tutto. Dal report si evince che la Orlandi sarebbe stata ritrovata e che il Vaticano avrebbe provveduto al suo “allontanamento domiciliare”, in particolare nel periodo 1985-1997. Nel documento, infatti, si legge di soldi investiti per la “attività investigativa relativa al depistaggio“, spese mediche in ospedali e fatture per specialisti in “ginecologia“. Si parla di “un secondo” e di “un terzo trasferimento“, di decine di milioni di lire per “rette omnicomprensive” di vitto e alloggio.

E poi c’è il capitolo finale datato 1997 che “gela il sangue”: “attività generale e trasferimento presso Stato Città del Vaticano, con relativo disbrigo pratiche finali: L. 21.000.000“.
Gli interrogativi sorgono spontanei: chi viene portato in Vaticano e perché nel luglio 1997 la “pratica” di Emanuela Orlandi viene considerata chiusa?

Ho trovato un documento uscito dal Vaticano. Ci ho lavorato mesi, e ho pubblicato un libro, "Gli impostori", che uscirà…

Pubblicato da Emiliano Fittipaldi su Domenica 17 settembre 2017

Si infittisce il mistero della scomparsa della Orlandi, anche perché secondo Emiliano Fittipaldi “il documento, che esce certamente dal Vaticano, anche se non protocollato e privo di firma del suo estensore, pare verosimile”.

E allora c’è da chiedersi: “Possibile che Emanuela Orlandi sia stata ritrovata viva dal Vaticano e poi nascosta in gran segreto nella capitale inglese? A chi la Santa Sede ha pagato per quattordici anni ‘rette vitto e alloggio’? Chi è andata, sola o accompagnata, a farsi visitare dalla dottoressa Leasly Regan del Department of Obstetrics & Gynaecology della Clinica St. Mary a Londra?”.

LA REAZIONE DEL VATICANO

Una documentazione “falsa e ridicola“: così il portavoce della Santa Sede ha bollato la lettera pubblicata dal giornalista Emiliano Fittipaldi.