Caso Ruby, morta la modella marocchina Imane Fadil: è stata avvelenata?

Imane Fadil

La Procura della Repubblica di Milano sta indagando per omicidio sulla morte di Imane Fadil, la modella di origini marocchine di 34 anni, testimone chiave dell’accusa nei processi sul caso Ruby, deceduta lo scorso primo marzo dopo un anno di calvario.

Lo ha riferito il procuratore Francesco Greco, spiegando che, prima di spegnersi all’Humanitas di Rozzano (Milano), Fadil ha confessato a familiari e avvocato che temeva di essere stata avvelenata.

In effetti, una serie di esami tossicologici hanno rivelato la presenza di un “mix di sostanze radioattive“. È stata disposta, quindi, l’autopsia, nonché ulteriori esami sui campioni di sangue della ragazza.

Fadil fu la prima a rilevare i retroscena dei ‘bunba bunga’ ad Arcore, la villa di Silvio Berlusconi.

Imane Fadil

A dare la notizia del decesso della modella è stata, nel pomeriggio, il procuratore Greco, mentre nei giorni scorsi l’aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno cominciato a sentire alcuni testimoni, tra cui il fratello e il legale Paolo Sevesi a cui, come accennato poco su, la giovane aveva spesso detto di temere per la sua vita e di essere stata “avvelenata“.

La ragazza, come documentato dalla cartella clinica, lamentava forti dolori al ventre e gonfiore. Inoltre, c’è stato un “cedimento progressivo degli organi”.