Catena Fiorello difende il fratello dagli hater

Ecco cosa hanno scritto su Facebook Catena Fiorello e il compagno Paolo Spalluto.

Catena Fiorello

Con 6milioni di spettatori e il 25% di share Fiorello ha fatto il botto con il suo ritorno in tv. ‘Viva Rai Play’ è stato un innegabile successo per la tv di Stato e per questo, insieme alle congratulazioni, lo showman si è attirato anche l’odio della rete. Anche in questo caso, infatti, i leoni da tastiera non hanno saputo tenere a freno le dita sul pc.

Ma in sua difesa è sceso in campo Paolo Spalluto, il compagno di Catena Fiorello (la sorella dello showman). Ecco cosa ha scritto in un lungo post sul suo profilo Facebook.

«È vecchio… comico qualunquista… lento… stonato e calante … solita solfa, la comicità è altra cosa e tanti altri che – secondo me con riserva mentale – ‘augurando a Fiore il grande successo che merita’ speravano in un grande flop… Ha girato molto questa clip oggi. Rosario che sbriciola incalzandoli con i dati auditel tutti questi rosicamenti ed i rosiconi palesi e/o mascherati da ‘fraterni amici’».

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«È un peccato – continua il post – rovinarvi i denti digrignando con il rosicamento estremo, fingendo grande esultanza per il trionfo, la fama, l’essere popolare. E non è un problema di vendetta: la vendetta (sentimento che non appartiene alla famiglia Fiorello) più crudele è il disprezzo di ogni vendetta possibile. E così Rosario si autosfotte: ‘Tutto qua??? Dopo tutta questa pubblicità ci aspettavamo di più. GENIO!!!».

«Vado a letto per stanchezza: io ho sempre pensato – conclude il post – che la miglior rivincita nei confronti di chiunque è il dormire bene la notte. E magari alzarsi tardi l’indomani!!!».

Non si è fatto attendere nemmeno il commento di Catena Fiorello. Ecco cosa ha scritto la sorella dello showman su facebook.

«Ah!, quanti geni che farebbero meglio di lui… La cosa più triste è sapere (e vedere da certe bacheche… oddio, orrore) quanti erano lì ad aspettare una débâcle, come se, poi, qualora fosse accaduto, a loro sarebbe cambiata in meglio la vita. Che schifo. Ma l’uomo per sua natura ha dentro queste ambiguità turpi e misere. ”E purtroppo – continua Catena – anche oggi, Requiem per gli interessati… Mi dispiace per voi, nessuna débâcle. Ahi, ahi, ahi, quanto mi dispiace Manciativi l’ossa cu tuttu u sali. Saluti e baci‘».

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