Celentano insulta Sgarbi. La replica: “Sei il nulla, ignorante”

Botta e risposta tra Adriano Celentano e Vittorio Sgarbi.

A cominciare è stato il cantante, 80 anni compiuti il 6 gennaio scorso, che su Il Fatto Quotidiano ha deciso di schierarsi pubblicamente con il Movimento Cinque Stelle.

Celentano, però, non si è limitato solo a rendere pubblica la sua preferenza politica ma ha anche attaccato duramente Sgarbi, attuale assessore alla Regione Siciliana, dopo la lite con Corrado Formigli a Piazza Pulita.

Ha scritto il molleggiato: “In questa ‘fiera elettorale’, dove tutto si vende a buon mercato e chiunque è pronto a svenarsi per qualche voto in più, non poteva mancare un ‘urlatore’ come Sgarbis che, nonostante la sua dialettica, davvero invidiabile specie quando ci guida lungo i sentieri dell’ ARTE, spesso poi si perde a causa di quel suo carattere di MERDA. Carattere che lo sprofonda come un macigno nel mondo dei DEMENTI“.

E ancora: “Ma tu, Sgarbis, non puoi capire. (…) [La tv] per te rimarrà un lontano ricordo nessuno più ti inviterà. Fra l’altro, così facendo, fai del male anche alla destra. Che, a parte te, non mi sembra si comporti male“.

LA REPLICA DI SBARBI

Il 65enne, critico d’arte, ha replicato su Il Giornale: “Poverino. Anziano e orgogliosamente ignorante. Le persone consapevoli dicono fino all’ultimo giorno: Ancora imparo. Celentano è contento di essere ignorante, esalta il suo nipotino Di Maio, che sbaglia i congiuntivi e crede che Ravenna sia in Emilia dove, a insaputa di Celentano e di Di Maio, è sepolto Dante“.

E ancora: “Non gli dirò: capra!. Poverino Celentano: non ce la fa. Anche come profeta. Non appena, anziché farsi i cazzi suoi, mi annuncia, come una maledizione la tv per te rimarrà un lontano ricordo… nessuno più ti inviterà, io mi sveglio la mattina e, senza sapere delle polemiche di Celentano, vengo inviato da Giletti a parlarne“.

Infine, Sgarbi ha scritto: “Io non tramonto. Tu, soffocato dal danaro, vivi solo di retorica, hai perso l’anima, l’autonomia di giudizio. Ti confesserò che ammiro più Ornella Vanoni di te. Ornella mi ha chiamato e mi ha dato ragione, dicendo letteralmente: I ragazzi non vivono più di letteratura e di bellezza, vivono di immagini, ne vengono influenzati. Mostrare l’ orrore della realtà genera orrore. È un contagio. Tu non sembri averlo capito. Non lo capisci. Formigli non è un eroe.
Io sono felice di essere stronzo, come tu dici; ma lui è un conformista. Come te, come tanti, e non ha affatto rischiato la vita.
Tu, avendo la memoria corta, hai dimenticato che io ho violato due embarghi nel 1998 e nel 2000. Io ho rischiato la vita, e non l’ ho fatto per vantarmene. Ma contro la violenza degli americani“.