Ceppo dominante del Coronavirus più contagioso dell’originale

La mutazione genetica del SARS-CoV-2 sembra essere più pericolosa.

Test coronavirus positivo

Il ceppo dominante del Coronavirus non è più quello dei primi giorni della pandemia e pare sia anche più contagioso. Questo è quanto scoperto da una ricerca condotta dal Los Alamos National Laboratory.

È apparso a febbraio in Europa e si è diffuso velocemente nella costa orientale degli Stati Uniti. Il suo predominio è iniziato da metà marzo. Il pericolo è rappresentato dalla possibilità di un secondo contagio da parte del Covid-19.

Il resoconto dello studio è stato pubblicato su BioRxiv, un sito utilizzato fra colleghi per accelerare i confronti su vaccini o trattamenti contro il Coronavirus. Lo studio, però, si è basato sulla sequenza genetica dei ceppi precedenti e potrebbe non essere efficace contro quella nuova.

La speranza degli studiosi è che il si stabilizzi e che non muti come quello influenzale, che necessita di un nuovo vaccino ogni anno. Lo studio del Los Alamos National Laboratory potrebbe rendere vana questa speranza, però. Il ceppo dominante ha infettato molte più persone, e molto più rapidamente, dei precedenti provenienti da Wuhan. Il motivo per cui sia più contagioso, però, non è ancora noto.

Coronavirus Israele

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Il team di ricercatori, assistito da scienziati della Duke University e dell’Università di Sheffield in Inghilterra, ha identificato 14 mutazioni. Si sono verificate tra le quasi 30.000 coppie di basi di RNA che compongono il genoma del Coronavirus. Gli sforzi, poi, si sono concentrati su una in particolare, chiamata D614G, responsabile del cambiamento dei picchi del Covid-19.

I sintomi del ceppo dominante del Coronavirus non sembrano essere più gravi, la pericolosità quindi non sta nel modo in cui aggredisce il corpo, ma è strettamente correlata al grado di trasmissione: molto più alto dei precedenti.

Si tratta di una scoperta utile anche per mettere a punto un vaccino efficace. Il rapporto Los Alamos divide la comunità scientifica: c’è chi lo ritiene utile e chi contesta l’assenza di sperimentazione, aspetto che lo renderebbe poco attendibile.

Un punto cruciale è rappresentato dall’avanzare della stagione estiva: se con il caldo i contagi non diminuiscono, il Covid-19 potrebbe mutare ancora e rendere limitata l’efficacia dei vaccini che si stanno sperimentando in questo periodo.

Anche se i ricercatori non conoscono ancora tutti i dettagli sugli effetti che il ceppo dominante ha sul corpo umano, è chiaro che si sta evolvendo per essere più forte dei predecessori. Uno scienziato lo ha definito un «classico caso dell’evoluzione darwiniana».

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