Cesare Cremonini e la diagnosi shock: psicosi, il racconto del cantante

Il cantante bolognese lo ha raccontato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Let Them Talk è il titolo dell’autobiografia di Cesare Cremonini, il cantante bolognese che ha compiuto 40 anni lo scorso 27 marzo.

Intervistato dal Corriere della Sera, Cremonini ha raccontato di avere sofferto un disturbo psichico, la cui diagnosi è arrivata per caso, accompagnando un amico da uno psicologo.

Le parole di Cremonini: «La sensazione fisica era di avere dentro di me una figura a me estranea. Quasi ogni giorno, sempre più spesso, sentivo un mostro premere contro il petto, salire alla gola. Mi pareva quasi di vederlo. E lo psichiatra me lo fece vedere. L’immagine si trova anche su Internet. ‘È questo?’, mi aveva chiesto. Era quello. Aveva braccia corte e appuntite, gambe ruvide e pelose. La diagnosi era: schizofrenia. Percepita dalla vittima come un’allucinazione che viene dall’interno. Un essere deforme che si aggira nel subconscio come se fosse casa sua».

Quindi, Cremonini soffriva di psicosi caratterizzata da delirio che distorce il contatto del paziente con la realtà circostanze.

Cremonini ha anche detto: «Avevo un’ossessione feroce per la musica. Per anni sono stato sempre chiuso in studio, anche la domenica, e avevo smesso addirittura di tagliarmi la barba e i capelli. Mangiavo tutti i giorni pizza, a pranzo e a cena, aveva smesso di fare attività fisica ed ero arrivato a pesare cento chili. Non facevo più l’amore, se non da ubriaco. C’è una canzone, Nessuno vuole essere Robin, che avevo scritto in quegli anni, nella quale avevo accennato alla mia sofferenza. Ho rischiato la vita. Come mi disse lo psichiatra: una pallottola mi ha sfiorato».

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