Che fine ha fatto la cantante Milva?

Scopriamo qualcosa in più su Maria Ilva Biolcati, in arte Milva.

Milva ha compiuto 80 anni qualche mese fa e ha deciso, come accade solo alle vere dive, di ritirarsi dalle scene.

Milva nei suoi 60 anni di carriera, ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo con migliaia di concerti e spettacoli, passando dal teatro di Giorgio Strehler alle opere di Bertolt Brecht, dai tanghi di Astor Piazzolla alle musiche di Kurt Weill, e incidendo più di cento album con brani scritti da autori di fama internazionale (Battiato, Vangelis, Faletti, Morricone, Luciano Berio e altri).

Milva, pseudonimo di Maria Ilva Biolcati, cantante e attrice teatrale, debutta al festival di Sanremo nel 1961 dove arriva terza con la canzone “Il mare nel cassetto”. Subito viene segnalata dalla critica discografica come “cantante dell’anno”. Sempre nel 1961 debutta al cinema con il film “La bellezza d’Ippolita”, al fianco di Gina Lollobrigida.

La prima tournee all’estero, già nel 1962, ha talmente tanto successo da portarla sul palcoscenico dell’Olimpia di Parigi. Sono gli anni delle “rivalità”, più che altro montata dalla stampa con altre due primedonne della canzone italiana: Mina e Iva Zanicchi.

LEGGI ANCHE: Marisa Laurito ricorda l’amico Luciano De Crescenzo.

Nel 1965 inizia a lavorare in teatro con Giorgio Strehler, diventando una delle più accreditate interpreti del repertorio brechtiano, traguardo difficile per un’artista italiana. Nel ’73 conquista la critica con l’ “Opera da tre soldi” di Brecht, grazie al genio inventivo di Strehler. Nel 1978 incontra Mikis Theodorakis, uno dei massimi esponenti della musica colta contemporanea, capace di coniugare l’impronta popolare mediterranea al trattamento orchestrale tipico della musica occidentale.

Milva inaugura una nuova stagione artistica collaborando con poeti prestigiosi e impegnati come Eleftheriou, Livaditis, Kampanelis, e Theodorakis (condannato all’esilio dalla dittatura greca). Il sodalizio con Luciano Berio, uno dei più celebri compositori d’avanguardia capace di mescolare dodecafonia e musica elettronica, citazioni popolari e sofisticate rielaborazioni di materiali mahleriani, conduce Milva ad affrontare i testi di Italo Calvino.

LEGGI ANCHE: Negli Usa c’è una vetrina di McDonald’s con il presepe.

Berio le affida un ruolo di primo piano nella sua opera “La Vera Storia” (tratta proprio da Calvino), che, dopo essere stata rappresentata alla Scala di Milano, viene ospitata anche dall’Opera di Parigi, dal Maggio Musicale Fiorentino, dall’Opera di Amsterdam, dall’Accademia di Santa Cecilia a Roma e, successivamente, dalla Royal Festival Hall, a Londra. Nel 2010, dopo cinquantun anni di carriera, pubblica il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato (dopo

“Milva e dintorni” del 1982 e “Svegliando l’amante che dorme” del 1989), intitolato “Non conosco nessun Patrizio”. Il disco arriva subito nella top 20 dei dischi più venduti in Italia. Tra l’inverno e la primavera del 2011, Milva ritorna in teatro nello spettacolo, già portato in scena dal 2008, La variante di Lüneburg, tratto dal libro di Paolo Maurensig con musiche di Valter Sivilotti. Nel 2018, al Festival di Sanremo, le viene assegnato il premio alla carriera, ritirato dalla figlia Martina Corgnati.

LEGGI ANCHE: Antonio Banderas: la mia vits dopo l’infarto.