Chiambretti dopo il coronavirus: “Non so se tornerò in TV”

Il personaggio televisivo intervistato da La Stampa.

Piero Chiambretti, duramente colpito dal coronavirus – è morta la madre – intervistato da La Stampa ha affermato: «Non so se tornerò in tv, e non ho ancora definito con Mediaset i programmi per la prossima stagione. Vorrei che l’anno nuovo portasse vita nuova. Mi piacerebbe fare qualcosa che non ho mai fatto prima, di diverso», «un programma in prima serata in cui i bambini si sostituiscono agli adulti. Si dice sempre che loro saranno i grandi di domani, ma molte volte sono già i grandi di oggi. Questa di massima sarebbe l’idea. Poi si sa, la televisione è peggio del calcio: tutti i giorni si cambia idea».

Chiambretti, 64 anni, è stato ricoverato il 15 marzo 2020 insieme alla mamma Felicita, entrambi contagiati dal Sars-CoV-2: «Non amo rendere pubblico quello che è privato. Dietro quelle due settimane in ospedale ci sono la malattia, la morte di mia madre, il senso della vita che è cambiato, il ripensamento delle mie scelte professionali. È stata un’esperienza troppo personale, troppo dolorosa per farla diventare un fenomeno da baraccone». Tra l’altro, Chiambretti ha rifiutato la proposta della Mondadori di scrivere un libro sulla sua esperienza.

Piero Chiambretti e la mamma Felicita.

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Poi, la domanda: prima la salute o i soldi? «Beh, io sono di parte, visto quello che mi è successo. Per me le misure adottate erano sacrosante, anzi, le avrei persino prorogate. Forse c’è stata un po’ di confusione nella comunicazione fra il governo, la Protezione civile e i cittadini, ma è un problema che in parte giustifico. Una situazione come quella che si è creata era talmente inedita che ha reso impreparati persino i professionisti».

Infine, a proposito della ripartenza, il personaggio televisivo ha detto: «L’importante è andare avanti, anche di poco. Certo, la strada sarà molto dura, le previsioni per l’autunno parlano di nove milioni di disoccupati. Sono cifre da dopoguerra. Ma io voglio pensare positivo, il pessimismo cosmico non ha mai aiutato nessuno».

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