Chiedono 8 mila euro al Governo: mamme tedesche fatturano per il lavoro domestico in lockdown

La quarantena obbligatoria ha aumentato il lavoro per gestire la casa, in Germania non ci stanno e chiedono di avere riconosciuto uno ‘stipendio’.

mamma che lavora in smart w

I figli che non possono andare a scuola a causa dell’emergenza sanitaria e che devono fare i compiti, il lavoro ordinario in modalità remota. In più le faccende di casa: lavare, stirare, pulire e cucinare. Le mamme tedesche chiedono 8 mila euro al Governo.

L’idea è partita da Karin Hartmann, tedesca del laender della Sassonia, che – dopo averci pensato a lungo – ha deciso di fare una specie di class-action con altre mamme che lavorano. Anche loro hanno chiesto un bonus per aver supplito alla chiusura delle scuole.

mamma che lavora con neonato in braccio

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La punta dell’iceberg di una battaglia che si combatte da anni: quella che vuole vedere riconosciuto il lavoro domestico come tale e che, per questo, sia retribuito. L’eccezionalità del periodo che stiamo vivendo in tutta Europa, e non solo, ha dato maggiore risonanza alla questione.

È nato un dibattito politico e una vera e propria campagna di sensibilizzazione con l’hashtag #CoronaElternRechnenAb, e cioè «I conti dei genitori per il Coronavirus».

Karin e le altre mamme che chiedono 8 mila euro al Governo hanno evidenziato come abbiano svolto un lavoro supplementare a tutti gli effetti, che spesso ha sottratto tempo alla professione ordinaria. Da qui l’idea di emettere fattura per le ore impiegate a fare da supplenti agli insegnanti scolastici. Nessuna risposta ufficiale dalle istituzioni, ma si è aperto un dibattito politico molto sentito.

La cifra richiesta è correlata al monte ore totale in cui hanno lavorato per aiutare i loro figli a studiare, senza per questo trascurare la casa. Gestire la professione ufficiale, anche se in smart working, non è stato facile.

Hanno ricoperto contemporaneamente il ruolo di maestre d’asilo e delle elementari, professoresse, infermiere, colf, cuoche, psicologhe e governanti. Un impegno gravoso: quello che si chiama multitasking 2.0.

Nonostante la risonanza e il successo riscontrati, non tutti in Germania trovano corretta la battaglia portata avanti dalle mamme. Associazioni, politici, intellettuali conservatori e legati a una visione maggiormente patriarcale le hanno criticate.