Chiesti 4 anni e 6 mesi di reclusione per l’ex ministro Claudio Scajola

L’accusa è avere favorito la latitanza di Amedeo Matacena, ex parlamentare di Forza Italia.

Il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, ha chiesto di condannare l’ex ministro dell’Interno, Claudio Scajola, a quattro anni e mezzo di reclusione.

La richiesta è pervenuta a conclusione della requisitoria del Pg nel processo ‘Breakfast’ a carico del sindaco di Imperia, accusato di procurata inosservanza della pena in favore dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, latitante a Dubai.

Undici anni e mezzo di reclusione, invece, sono stati chiesti per Chiara Rizzo, moglie di Matacena.

Il magistrato ha, comunque, escluso l’aggravante mafiosa nella condotta di Scajola.

Secondo gli inquirenti, ricostruendo varie intercettazioni tra Rizzo e l’ex Ministro degli Interni, il progetto era di fare ottenere a Matacena l’asilo politico a Beirut, in Libano.

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Lombardo, al termine della requisitoria, ha affermato: “Nessuno degli imputati ha posto in essere comportamenti non rilevanti penalmente, non scriminanti o inconsapevoli“.,

E su Scajola, 71 anni, come riportato su Riviera24.it: “Risponde del 390 (procurata inosservanza di pena, ndr) per un condannato per mafia: reato gravissimo anche perché lo fa in un contesto che non ci consente di spiegarne le motivazioni. Presta un aiuto a Matacena per mantenerlo operativo all’interno di una vasta attività imprenditoriale attraverso l’aiuto della moglie Rizzo. Non aiuta la Rizzo, ma aiuta Matacena e diventa promotore di una serie di iniziative che spesso e volentieri Chiara Rizzo condivide“.

L’arringa difensiva sarà pronunciata il prossimo 11 novembre, mentre la sentenza è attesa per lunedì 2 dicembre.

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