Cina, aperto il primo ospedale per il coronavirus in tempi record

In due giorni di lavoro, un edificio vuoto è stato convertito in una struttura sanitaria da 1000 posti.

ospedale per il coronavirus

Nel corso della giornata di ieri, martedì 28 gennaio,ha aperto i battenti in Cina il primo ospedale dedicato in maniera specifica alla gestione dell’emergenza del coronavirus. La struttura, situata nei pressi della città di Wuhan (focolaio dell’epidemia), è stata allestita in tempi di record.

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Lo sforzo congiunto di volontari e professionisti

Due giorni di sforzo congiunto di volontari e professionisti dell’edilizia hanno permesso di trasformare un edificio vuoto in una struttura ospedaliera da 1.000 posti letto. L’ospedale è già attivo pienamente. Nella serata di martedì sono stati infatti trasferiti i primi pazienti provenienti dal Regional Medical Center di Huanggang.

L’attivazione di questa struttura rappresenta una svolta cruciale e necessaria per il personale medico della provincia di Hubei, che si è trovato a dover gestire un’emergenza che, in pochi giorni, ha saturato la capacità degli ospedali già presenti.

Nel frattempo, a 75 km circa da Wuhan è in costruzione un altro ospedale che dovrebbe essere portato a termine entro la fine di questa settimana dopo meno di dieci giorni di lavori portati avanti 24 ore su 24.

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Gli aggiornamenti sulla malattia

Come riportato ieri dal Daily Mail, il coronavirus cinese ha infettato più di 6000 persone in tutto il mondo. In territorio cinese, invece, sono morte 132 persone. Per quanto riguarda gli ultimi casi accertati a livello globale, nella giornata di ieri si è aggiunto alla lista un altro Stato. Dopo il primo caso di contagio in Germania, è arrivata invece la conferma della presenza del virus in una famiglia degli Emirati Arabi Uniti con alle spalle un viaggio in Cina.

Tornando un attimo alla situazione della Germania, ricordiamo che, sempre secondo quanto specificato dal Daily Mail, il numero di contagi è salito a quattro. Nella giornata di ieri l’Australia ha invece confermato il sesto e il settimo caso. British Airways ha invece messo in atto un provvedimento radicale, provvedendo alla cancellazione di tutti i voli dagli scali della capitale inglese alla Cina. Il Foreign Office ha inoltre sconsigliato tutti i viaggi in Cina, fatta eccezione per le trasferte strettamente necessarie. Concludiamo specificando che Bangkok è stata dichiarata la città fuori dal territorio cinese ad essere più a rischio per quanto riguarda il contagio.

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