Ciro Ascione è morto per non tornare tardi a casa

Potrebbe essere morto perché non voleva venir meno ad una promessa fatta a casa. È questa la verità che si sta delineando in merito alla tragica scomparsa di Ciro Ascione, il sedicenne di Arzano trovato senza vita lunedì scorso, tre giorni dopo la sua scomparsa, sui binari della linea ferroviaria Napoli-Roma.

Secondo quanto mostrano le immagini delle telecamere della stazione di piazza Garibaldi a Napoli, il ragazzo corre verso il treno regionale 24397 che deve riportarlo a Casoria. Le porte del mezzo si chiudono prima che lui possa entrare, ma Ciro non vuole perdere quella corsa e sale sul predellino. Inizia così il suo viaggio verso casa, ma a casa il 16enne non ci arriverà. Dopo alcuni minuti perde l’equilibrio e cade dal treno in corsa.

Ma perché tutta quella fretta di prendere quel treno? Perché non aspettare la corsa successiva?

La spiegazione potrebbe essere questa: Ciro non voleva venir meno alla promessa fatta al papà di essere a casa entro una certa ora.

Ad avvalorare questa tesi ci sarebbe anche il fatto che il ragazzo, dopo aver passato il pomeriggio con la ragazza, chiama il padre per dirgli che sta prendendo la metropolitana che lo porterà in stazione. Ma lui a quell’ora non è ancora arrivato alla metro, è quindi in ritardo sulla tabella di marcia.

Dunque, non si tratta di suicidio né di omicidio, ma di un tragico incidente. Anche se la conferma arriverà con gli esiti dell’autopsia prevista per oggi.