Clonate le prime due scimmie con la tecnica usata per la pecora Dolly

Zhong Zhong e Hua Hua sono i nomi delle prime scimmie clonate al mondo con la stessa tecnica utilizzata per la pecora Dolly.

La nascita è stata annunciata sulla rivista Cell ed è frutto della ricerca degli scienziati cinesi dell’Istituto di neuroscienze dell’Accademia delle Scienze di Shanghai che, spiegano, di avere creato due macachi femmine geneticamente identiche e in buona salute.

L’obiettivo è creare un esercito di scimmie da usare in laboratorio per la ricerca su malattie come i tumori, il Parkinson e l’Alzheimer.

L’annuncio, però, ha sollevato perplessità e interrogativi etici, facendo crescere la preoccupazione di un’imminente clonazione umana.

La tecnica di Dolly, usata per clonare le due scimmie, consite nel trasferimento del nucleo di una cellula dell’individuo da ‘copiare’ in un ovulo non fecondato e privato del suo nucleo.

Si tratta del primo tentativo riuscito con le scimmie: prima ogni esperimento era fallito perché – come si apprende da Ansa.it – i nuclei delle loro cellule differenziate contengono geni che impediscono lo sviluppo dell’embrione. I ricercatori cinesi, però, li hanno riattivati con interruttori molecolari ad hoc.

LA REAZIONE DEL VATICANO

Il cardinale Elio Sgreccia, teologo e storico portavoce del Vaticano sui temi della bioetica, nonché presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ha affermato: “Una minaccia per il futuro dell’uomo“.

Intervistato da Adnkronos, ha dichiarato: “Il passaggio dalla prima pecora Dolly ad altri animali e ora persino alla scimmia, ovvero a un primate così vicino all’uomo, rappresenta un autentico attentato al futuro dell’intera umanità” e sarebbe il “penultimo passo” prima della clonazione umana.