Coca-cola light e coca-cola zero: conosci la differenza?

Ecco quali sono le differenze fra le versioni dietetiche della celebre bevanda americana.

È una delle bevande più famose e consumate al mondo. Stiamo parlando della Coca-cola, bibita analcolica inventata nel 1886 dal farmacista John Stith Pemberton come rimedio per il mal di testa e la stanchezza che deve il suo nome ai due ingredienti principali: l’estratto delle foglie di coca (pianta da cui si estrae la cocaina e che oggi non è più presente nella ricetta) e l’estratto delle noci di cola.

In Italia arriva ‘soltanto’ nel 1927 e da allora non ha più abbandonato le nostre tavole e soprattutto gli speed-foods. Il successo mondiale, inoltre, è stato tale che la Coca-cola Company ha deciso nel tempo di creare altre versioni che potessero soddisfare anche le persone particolarmente attente alla linea (la coca-cola oltre ad essere una bibita gassata è anche zuccherina).

Così nel 1983 viene immessa sul mercato la Diet-Coke che cambierà il nome in Coca-cola light nel 1991. È una bevanda a basso contenuto calorico (0,3 kcal per 100ml) grazie alla sostituzione dello zucchero con edulcoranti (dolcificanti) quali l’acesulfame K e l’aspartame sulla cui sicurezza si è espressa positivamente nel 2013 l’EFSA (Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare). Questa versione light conquista subito la platea femminile che in questo modo non deve rinunciare ad una lattina della famosa bevanda per rimanere in linea.

 

Nel 2007 arriva una nuova versione ‘dietetica’ della Coca-cola pensata per gli uomini (che avevano snobbato la light perché, diciamolo, questa parola non è molto amata dal sesso forte) che questa volta promette di avere un gusto molto più simile a quello originale (la light ha un sapore decisamente diverso dalla tradizionale). Si tratta della Coca-cola zero. Anche in questo caso, niente calorie e niente zuccheri. L’unica differenza con la light (a parte il gusto più simile all’originale) sta negli edulcoranti: accanto all’acesulfame K e all’aspartame c’è anche il ciclammato di sodio. Intorno a quest’ultimo dolcificante ci sono delle polemiche: è sospettato di essere cancerogeno. Infatti il suo uso è stato vietato in alcuni paesi come gli USA (dove la coca-cola zero lo ha sostituito con il benzoato di potassio), mentre in altri come l’Italia l’uso è consentito con restrizioni (per questo la coca-cola zero che beviamo lo contiene).