Come avviare un allevamento di struzzi

Chi ha in mente di avviare un’attività imprenditoriale per l’allevamento struzzi deve essere pronto a far fronte a una lunga trafila di adempimenti di carattere burocratico. Una volta che si è diventati titolari di una partita Iva, è necessario iscriversi presso il Registro imprese della Camera di commercio, per poi rivolgersi agli uffici del Comune di riferimento a cui deve essere trasmessa la denuncia di inizio attività. La denuncia deve essere accompagnata da una relazione tecnica in cui siano specificate le funzioni delle diverse strutture aziendali e che indichi con precisione il ciclo produttivo.

Il franchising per l’allevamento di struzzi

Anche per l’allevamento di struzzi si potrebbe pensare di percorrere la strada del franchising: si tratta di un’opportunità che consente di attenuare il rischio imprenditoriale grazie all’esperienza di una realtà che ha già avuto modo di farsi conoscere nel settore. I vantaggi che derivano dal ricorso al franchising sono molteplici, e hanno a che fare in modo particolare con la possibilità di trarre beneficio dalle competenze maturate da professionisti del settore che già conoscono da vicino le caratteristiche della filiera produttiva, oltre che commerciale.

Che cosa è necessario sapere

Un allevamento di struzzi sotto il profilo sanitario non presenta particolari differenze rispetto a un allevamento di altri animali. Per ottenere l’autorizzazione per lo smaltimento dei liquami è opportuno fare riferimento all’Azienda sanitaria locale, che saprà fornire ogni dettaglio in merito. È utile sapere che gli struzzi depongono le uova all’interno di fosse che hanno una profondità di una trentina di centimetri. Un uovo di struzzo può superare un chilo di peso, ed è necessario essere molto cauti nelle operazioni di recupero nel terreno, dal momento che questi animali nel periodo della deposizione manifestano un livello molto elevato di aggressività.

Come cominciare

Si potrebbe iniziare l’attività di allevamento degli struzzi a partire da una coppia: è sufficiente un investimento di poco meno di 5mila euro per avere un maschio e una femmina. Per quel che riguarda il terreno necessario, una superficie di circa 500 metri quadri è il minimo indispensabile. È chiaro, comunque, che molto dipende dal budget che si è disposti a investire: avendo la possibilità di puntare su cifre più elevate, con un impegno attorno ai 100mila euro si possono acquistare una ventina di femmine, fermo restando che in questo caso occorrerà un terreno di almeno tre ettari di superficie.

Come vivono gli struzzi

La maturità degli struzzi giunge a 4 anni per i maschi e a 3 anni per le femmine. Si tratta di animali erbivori, e di conseguenza è necessario procurarsi fieno ed erba medica per la loro alimentazione. Nel periodo invernale, poi, è consigliabile un’integrazione a base di crusca, di orzo e di mais. La vita media di uno struzzo è di 40 anni, ma non mancano esemplari che sono in grado di raggiungere i 70. Tuttavia queste sono informazioni che interessano un allevatore solo fino a un certo punto, nel senso che gli struzzi vengono abbattuti per essere macellati già intorno all’anno di età, nel momento in cui pesano più o meno un quintale.

Le strutture necessarie

Per un allevamento di struzzi è molto importante recintare il terreno e dotarlo di una zona che conceda agli animali un riparo in presenza di condizioni meteo avverse. Nel caso in cui si abbia in mente di allevare dei pulcini, è necessario tenere conto del fatto che serviranno delle strutture in più, tra le quali una zona per lo svezzamento dei piccoli, le stanze destinate alla schiusa delle uova e quelle per l’incubazione. È preferibile che il terreno sia soleggiato, visto che si tratta di animali che non sono in grado di adattarsi con facilità ad aree ombreggiate.