Come sarà andare dal parrucchiere nei prossimi mesi?

Tra le regole che i proprietari di salone dovranno seguire, rientra innanzitutto la sanificazione delle attrezzature e delle postazioni.

Sono numerosi i cambiamenti che la pandemia di Coronavirus ha portato nelle nostre vite. Tra questi, è possibile citare il modo di usufruire dei servizi professionali dei parrucchieri. Questi esercizi, per ora chiusi, riapriranno a breve. Come sarà andarci quando il loro lockdown sarà finito?

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Come cambierà il modo di andare dal parrucchiere

Quando ci si chiede come verrà modificato il nostro modo di usufruire dei servizi dei parrucchieri nei prossimi mesi, è il caso di ricordare che si avrà a che fare con tre modifiche sostanziali rispetto al quadro pre-Coronavirus.

Innanzitutto, i parrucchieri italiani prolungheranno le fasce orarie. Il secondo cambiamento riguarderà invece la sanificazione delle postazioni, che dovrà essere effettuata tra un cliente e l’altro. Lo stesso vale per le attrezzature. Inoltre, sarà necessario gestire le prenotazioni ricorrendo a sistemi di natura digitale.

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Una novità indubbiamente rilevante riguarda il fatto che non sarà più possibile presentarsi dal proprio parrucchiere di fiducia senza appuntamento. Un ulteriore aspetto da considerare riguarda il fatto che, a seconda dell’ampiezza del locale, ogni esercizio avrà un limite massimo di persone da accogliere.

A mettere in primo piano le linee guida che dovranno seguire i parrucchieri nelle prossime settimana ci ha pensato Panorama, con un articolo in cui ha raccolto il punto di vista di Giampiero Marinò, direttore di uno dei gruppi di riferimento a livello europeo per quanto riguarda la prenotazione online di trattamenti di bellezza.

A detta dell’esperto, è molto probabile che l’orario possa estendersi dalle 6.30 del mattino fino a mezzanotte. Questo vorrà dire, per gli esercizi che hanno più personale, una distribuzione differente dei turni del personale.

Per quel che concerne invece la prenotazione, secondo chi lavora nel settore potrebbe essere presto introdotta come strada obbligatoria, uniformando il nostro Paese a una situazione che, come ricordato sempre sulle pagine di Panorama, era realtà in Francia prima del lockdown.

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