Congedo parentale per curare Fido: ecco come ottenerlo

Negli Stati Uniti è prassi, in Italia c’è stato solo un caso e per questo ha fatto clamore. Stiamo parlando del ‘congedo parentale’ per assistere i propri amici a quattro zampe.

Dicevamo che in America non è raro che una azienda conceda fino a due settimane di riposo per i dipendenti che devono provvedere alle cure di Fido o Micio. Da poco è stato anche introdotto il ‘Pawternity leave’, ovvero la possibilità di assentarsi dal lavoro per alcune ore (retribuite) per accudire il cucciolo appena arrivato in famiglia.

E in Italia? Nel nostro Paese non ci sono leggi a riguardo. In pratica, la possibilità di restare a casa per accudire il nostro cucciolo è a discrezione del datore di lavoro. Tuttavia una studentessa della ‘Sapienza’ è riuscita ad ottenere due giorni di malattia retribuita per curare il proprio amico a quattro zampe.

Come ci è riuscita? L’ufficio legale della Lega anti vivisezione è riuscito a far leva su alcuni articoli del Codice penale che puniscono l’omissione di cure di un animale perché messo alla stessa stregua del ‘reato di maltrattamento’ (art. 544-ter) e del ‘reato di abbandono’ (art. 727).

Si tratta di un precedente importante che, però, non autorizza tutti e in tutti i casi a chiedere e ottenere il ‘congedo parentale’ per il proprio animale. Infatti, insieme al certificato del veterinario, è necessario che il lavoratore presenti una documentazione che dimostri che vive da solo e che, quindi, sia impossibile delegare ad altri le cure di Fido o Micio.