Convalidato l’arresto di Emilio Fede ma resta ai domiciliari

L’ex direttore del TG4 e di Studio Aperto tornerà a scontare la pena nella sua casa di Segrate.

È stato convalidato l’arresto di Emilio Fede ma senza nessuna misura cautelare. Quindi, l’ex direttore del TG4 e di Studio Aperto tornerà a scontare la pena per la condanna nel processo Ruby bis – 4 anni e 7 mesi di carcere – ai domiciliari, nella sua residenza di Milano.

Il gip di Napoli, Fabio Provvisier, ha convalidato l’arresto per evasione ma ha anche disposto «l’immediata liberazione» del giornalista 88enne, anche se soltanto in relazione all’accusa di evasione dalla detenzione domiciliare.

Fede, quindi,  dovrà rientrare nella sua abitazione di Segrate, comune dell’hinterland Est del capoluogo lombardo, e lì trascorrere il residuo di pena che gli resta da scontare (meno di 4 anni).

La richiesta del pm Gloria Sanseverino di convalidare l’arresto e disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari è stata parzialmente rigettata dal giudice, che ha dichiarato la propria incompetenza territoriale inviando tutti gli atti al Tribunale di Sorveglianza di Milano per una pronuncia nel merito. Secondo il gip, come emerge dall’ordinanza di convalida, non c’è «alcuna ragione di urgenza» per procedere con la misura cautelare chiesta dalla procura di Napoli nei confronti dell’ex direttore del Tg4.

Per Provvisier  l’ex direttore del Tg4 «è una persona intelligente e furba. Sottoposto alla misura della detenzione domiciliare in Segrate (MI) non solo si allontanava dalla propria abitazione senza alcuna autorizzazione specifica, ma si allontanava dalla stessa giungendo addirittura sino a Napoli dove veniva arrestato in flagranza mentre cenava in un noto ristorante del lungo mare, vista l’ordinanza del 9 ottobre 2019 emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano che testualmente, fra le prescrizioni, autorizza da subito, quindi dal mese di ottobre 2019, Fede a lasciare il proprio domicilio per le ragioni ivi meglio specificate, e se a ciò si aggiunge che lui, in qualità di uomo intelligente e furbo, ha fin da subito dichiarato spontaneamente che era a Napoli per motivi di cura, allora questa circostanza, unitamente all’età e al fatto che oggi è il suo compleanno, affievoliscono notevolmente il fuoco del dolo dell’evasione».

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