Coppia dell’acido: sì all’adottabilità del figlio

I giudici della Suprema Corte hanno deciso: confermata l’adottabilità del figlio della cosiddetta ‘coppia dell’acido’ di Milano, Martina Levato e Alexander Boettcher.

È stato, dunque, respinto il ricorso dei nonni materni che chiedevano di diventare affidatari del bambino e di revocare l’adottabilità che aveva stabilito la Corte d’Appello di Milano lo scorso marzo. La legale della donna ha annunciato che farà ricorso alla Corte Europea dei diritti umani.

Non ha sortito alcun effetto, dunque, la frase ‘i figli non si tolgono neanche ai mafiosi’ pronunciata dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione Francesca Ceriani.
Ha, invece, avuto ragione il Comune di Milano che aveva avuto in affido il bambino e aveva chiesto di respingere la richiesta dei nonni con questa motivazione.

L’impegno che vogliono assumersi è sproporzionato alle loro forze, al divario di età, alla durata pesante della pena alla quale sono stati condannati i genitori del bambino che non potranno quindi subentrare presto ai nonni, e al fatto che le aggressioni con l’acido che hanno compiuto denotano un totale deficit di senso civico che può certo essere colmato, ma solo attraverso un processo lungo e dall’esito incerto”.

Il piccolo è nato nel 2015 quando la mamma Martina era già dietro le sbarre (deve scontare 20 anni) per i raid che hanno sfigurato tre persone.

Nel frattempo Alexander Boettcher è stato condannato a 14 anni. Come si legge nelle motivazioni del verdetto depositate due giorni fa, l’uomo non è stato una semplice ‘spalla’, ma “ideatore e compartecipe all’aggressione anche nella veste di agevolatore dell’azione esecutiva posta in essere materialmente dalla Levato“.