Corea del Nord, Kim Jong Un ordina la confisca dei cani (per portarli al macello)

Il dittatore della Corea del Nord ha ordinato la confisca dei cani da compagnia a Pyongyang

Il dittatore della Corea del Nord Kim Jong Un ha ordinato la confisca dei cani da compagnia a Pyongyang, capitale del Paese, affermando che i cagnolini rappresentano la «decadenza» occidentale ma i proprietari temono che i propri animali siano diretti verso il mercato della carne.

Kim ha emesso la direttiva a luglio per radunare gli animali domestici, come riportato sul New York Post, sostenendo che fanno parte di una «tendenza» contaminata «dall’ideologia borghese». Questo si legge nell’edizione inglese di Chosun Ilbo, un quotidiano sudcoreano.

«Le autorità hanno identificato le famiglie con i cani da compagnia e le stanno costringendo a rinunciarvi o a confiscarli con la forza e ad abbatterli».

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Ma mentre il regime dittatoriale afferma che la mossa è di reprimere la stravaganza capitalista a Pyongyang, i proprietari di cani temono che, data la carenza di cibo in Corea del Nord e la propensione a mangiare la carne di cane, la direttiva sia arrivata soltanto per nutrire le masse.

I proprietari dei cani stanno «maledicendo Kim Jong Un alle sue spalle», ma le loro mani sono legate.

Come si legge su BlogSicilia.it, la carne di cane è stata a lungo considerata una prelibatezza nella penisola coreana, sebbene la tradizione di mangiare cani stia gradualmente svanendo in Corea del Sud. Tuttavia, circa 1 milione di cani ogni anno vengono allevati negli allevamenti per essere consumati al sud. Lo stesso accade nel Nord, dove la carne di cane è un alimento base del menù e ci sono vari ristoranti a Pyongyang.

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