Coronavirus: 150 tunisini si auto-isolano per produrre mascherine

I dipendenti di una fabbrica realizzano 50 mila mascherine e altre attrezzature mediche al giorno.

Tunisini producono mascherine

150 tunisini si auto-isolano, l’intento è quello di produrre più mascherine possibili per il personale sanitario in prima linea contro il Coronavirus. Sono principalmente donne e fanno parte della Consomed, un’azienda locale.

Vogliono fare la propria parte per sconfiggere il Covid-19 e hanno scelto di scendere in campo per fare quello in cui sono più capaci: produrre in tempi record. Una corsa contro un nemico invisibile, ma che sono determinati a debellare dalla faccia della Terra.

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«Mio marito e mia figlia di 16 anni mi hanno supportato e incoraggiato a farlo»: ha dichiarato Rebhi, responsabile della linea di produzione. Le norme restrittive sono in vigore da circa una settimana, nel Paese sono stati registrati 227 casi di Coronavirus e sei decessi.

Tra il personale che si è stabilito in pianta stabile nella fabbrica ci sono farmacisti, medici e cuochi che supportano gli operai nell’impresa produttiva. I dormitori sono separati: 110 donne, 40 uomini. Le scorte sono sufficienti per un mese.

«Abbiamo un’area per fare esercizio fisico e ballare, una per giocare a basket e a calcio»: fanno sapere. E poi: «Tutti abbiamo la possibilità di telefonare e vedere attraverso una webcam i nostri cari».

La produzione è attiva delle 6.30 alle 22.30: sono due turni da otto ore. L’obiettivo è quello di proteggere i medici, i guerrieri di questa battaglia contro un nemico impietoso e invisibile. La responsabilità di tutti, poi, è di garantire l’isolamento. Sono consapevoli che un eventuale contagio in azienda non sarebbe gestibile dalla sanità locale.

150 tunisini si auto-isolano. C’è patriottismo, senso di responsabilità, voglia di dare un contributo concreto. Questo è lo spirito che spinge tutte e tutti a non gettare la spugna. È ben presente il bene comune e l’impossibilità di retrocedere anche di un solo passo.

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