Coronavirus: 3.000 euro per un funerale mai fatto

L’assurda storia riguarda una famiglia di Seriate.

La storia di Mariella Cattaneo è da qualche giorno al centro dell’attenzione mediatica. La donna, che per il Covid-19 ha perso il marito Remigio, si è infatti lamentata per via della vicenda relativa al funerale del consorte.

3.000 euro per un funerale mai fatto

Come rivelato dalla testata Bergamo News, per Mariella è già stato difficile affrontare il dolore della morte del consorte, stroncato dal Coronavirus nonostante non avesse problemi di salute. La donna ha raccontato che, quattro gioni dopo il decesso del marito – le cui condizioni sono peggiorate improvvisamente a seguito di qualche giorno di febbre – le è stato comunicato dall’ATS che Remigio era positivo al Covid-19.

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A questa comunicazione ha fatto seguito la fattura delle pompe funebri, con una cifra che la donna ha definito “fuori da ogni logica”. Il documento, infatti, richiedeva il pagamento di una somma pari a 3.000 euro. Mariella ha specificato che la sua famiglia non è l’unica a cui è capitata una situazione del genere e che, a suo dire, è giusto portare a conoscenza le persone di queste circostanze.

Mariella ha sottolineato che, nonostante l’importo chiesto, il funerale non è stato organizzato e, per esempio, non è stata neppure allestita una camera ardente per Remigio. A seguito del decesso dell’uomo all’ospedale Bolognini di Seriate, gli addetti delle pompe funebri si sono recate presso il nosocomio, hanno riposto Remigio in una cassa da morto dal costo di 1.600 euro e lo hanno portato presso una chiesa locale. Da lì, la sua salma e diverse altre sono partite per la cremazione a Cuneo.

Mariella ha espresso il suo dolore anche per il fatto che, dopo la cremazione, a lei e alla figlia Marta è stata data una risposta negativa in merito alla possibilità di avere le ceneri del caro estinto. La donna, però, ha affermato che a diverse altre famiglie le spoglie sono state restitute. A suo dire, o l’impresa da loro scelta non lo sapeva, oppure possono aver rifiutato per non presentare, con una trafila lunga, istanza al Comune dove il defunto risiedeva.

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