Coronavirus: 600 positivi introvabili arrivati dal Bangladesh con certificati di negatività falsi

I passeggeri sono arrivati a Roma nei giorni scorsi da Dacca.

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Alessio D’Amato, assessore alla sanità della giunta laziale, nel corso di un’intervista a Il Messaggero ha lanciato un allarme relativo ai passeggeri dei voli arrivati a Roma da Dacca, capitale del Bangladesh, nei giorni scorsi.

Il 13% di queste persone, per le quali si parla di acquisto di certificati di falsa negatività nella loro terra per una cifra compresa tra i 36 e i 52 euro, è risultato positivo al Coronavirus. Ciò significa che, secondo le sue stime, in giro per Roma e in altre Regioni d’Italia sono presenti dai 500 ai 600 positivi non intercettati.

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Tamponi a chi proviene dai Paesi ad alta circolazione del virus

Nel corso dell’intervista rilasciata al quotidiano capitolino, D’Amato si è detto pronto a far partire tamponi a tappeto su tutti i passeggeri che arrivano in Italia da Paesi ad alta circolazione del virus. “Lo abbiamo già fatto con questo volo speciale dal Bangladesh“: in questa occasione, come sottolineato sempre da D’Amato, sono stati effettuati 276 tamponi.

L’assessore alla sanità del Lazio ha però specificato che è necessario un atto del Governo, facendo presente che, solo per l’operazione legata al volo di lunedì, sono stati impiegati 40 tra medici e infermieri, con un ovvio rallentamento del traffico aereo.

D’Amato ha sottolineato che la responsabilità non può essere solo dell’Italia dove, ogni giorno, arrivano migliaia di passeggeri da Paesi fuori dall’UE. Ha invitato ancora una volta il Governo a impegnarsi direttamente, ponendo l’accento sulla necessità di tenere conto di contraccolpi sul traffico aereo e specificando che, per alcuni Paesi, si può vincolare la partenza verso l’Italia al fatto di essersi sottoposti al tampone.

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