Coronavirus, 8 ufficiali dei Carabinieri positivi a Palermo

In Sicilia c’è stato anche un altro morto: un 58enne di Caltanissetta.

Aumentano i casi di coronavirus in Sicilia. A Palermo sono risultati positivi otto ufficiali dei carabinieri alla guida dei reparti del capoluogo siciliano.

Lo ha confermato all’Ansa il comandante provinciale, generale Arturo Guarino, anche lui risultato positivo che si trova in questo momento in auto isolamento nella propria casa come tutti gli altri commilitoni. I controlli sono stati effettuati dopo che due carabinieri in servizio a Palermo erano risultati positivi.

Inoltre, come appreso dall‘Adnkronos, in caserma si stanno eseguendo altri test per verificare eventuali ulteriori casi di positività al Covid-19 tra le persone venute in contatto con i vertici del Comando.

Nei giorni scorsi, tra l’altro, un militare di ritorno da una settimana bianca in Trentino con scalo aereo a Verona, si è sentito male e si è rivolto ai mediati. Il ricovero è stato immediato e successivamente è stata riscontrata la positività anche nella moglie, per cui è scattata la quarantena. Si è appreso, comunque, che tutti gli otto ufficiali stanno bene e non presentano sintomi.

UN MORTO A CALTANISSETTA

A Caltanissetta, invece, è morto un uomo di 58 anni per insufficienza cardiorespiratoria, all’ospedale Sant’Elia. Lo ha reso noto la Regine Siciliana. Il paziente, arrivato in ambulanza, in uno stato molto critico, con gravi difficoltà respiratorie, ha riferito uno stato febbrile presente già da diversi giorni. Sono stati così effettuati immediatamente una Tac che ha mostrato una polmonite interstiziale in fase avanzata e il tampone per il Coronavirus, successivamente risultato positivo. È stato, di conseguenza, intubato e posto in isolamento. Dopo qualche ora è morto.

L’Asp di Caltanissetta ha spiegato che il 9 marzo, l’uomo aveva rappresentato una sintomatologia febbrile non riconducibile a un caso sospetto di Coronavirus ed è stato visitato da un medico. Il giorno dopo, la famiglia del paziente ha contattato la centrale operativa 118 riferendo che il congiunto, oltre allo stato febbrile, aveva anche difficoltà respiratorie. Però, sentito telefonicamente, il paziente ha rifiutatoil ricovero, malgrado l’insistenza ripetuta dell’operatore sanitario. Ieri, i familiari, così come già consigliato, in caso variazione del quadro clinico, hanno ricontattato il 118, informando sul peggioramento delle condizoni. In via precauzionale sono state avviate tutte le procedure previste dal protocollo: isolamento dei contatti stretti, sanificazione dei percorsi e della struttura in cui il paziente lavorava.

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