Coronavirus a Palermo, mascherine nei distributori automatici degli ospedali

La Guardia di Finanza ha messo in atto un sequestro a tappeto.

distributore automatico
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Le mascherine erano in vendita nei distributori automatici. Il responsabile rischia l’accusa di frode in commercio e di manovre speculative sulle merci. Gli ospedali coinvolti sono quelli di Villa Sofia e Cervello. Le fiamme gialle hanno portato via circa una trentina di presidi sanitari trovati tra snack e bibite.

A denunciare l’accaduto sono stati alcuni sanitari e i sindacalisti del Cimo. In circa un’ora la Guardia di Finanza si è presentata negli ospedali per gli interventi del caso. Molte mascherine erano state già vendute e alcuni distributori erano stati svuotati prima dell’arrivo delle pattuglie. Solo uno, al Cervello, era ancora pieno.

ospedale villa sofia
Ospedale Villa Sofia a Palermo

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«Invitiamo le altre direzioni delle aziende sanitarie a vigilare su simili episodi davvero incresciosi»: ha dichiarato Angelo Collodoro, vicesegretario regionale del Cimo. Sembrerebbe infatti che l’amministrazione sanitaria non sapesse di quanto stava succedendo.

In poche ore si aspetta l’udienza in cui l’autorità giudiziaria dovrà stabilire come procedere nei confronti dell’imprenditore responsabile, e se convalidare o meno il sequestro. Un altro imprenditore palermitano del settore ha denunciato l’accaduto alla Confida, l’Associazione italiana dei distributori automatici. «Non bisognerebbe approfittarsi del guadagno ricavato da un bene oggi di prima necessità e che invece pare sia impossibile reperire»: ha dichiarato.

«Quanto abbiamo potuto verifica a Villa Sofia ha dell’inverosimile: mentre gli operatori sanitari continuano a lamentare la carenza di mascherine qualcuno le poneva in vendita nel distributore automatico di merendine a 10 euro l’uno»: ha dichiarato il segretario generale della Fp Cgil Palermo, Giovanni Cammuca.

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E poi: «Non ci sconvolge solo il prezzo di vendita, anche quello ma non solo. Quello che ci lascia allibiti è come ci siano difficoltà di approvvigionamento per gli ospedali e tutti gli enti pubblici in genere mentre canali privati riescono addirittura a mettere in vendita nei distributori mascherine FFP2».

«Bisogna requisire tutti i dispositivi di protezione individuale disponibili e distribuirli agli operatori sanitari a tutela loro e anche nostra»: ha concluso. Adesso si aspetta la decisione da parte del giudice.