Coronavirus, appello alla donazione di sangue: “È necessario e non è rischioso”

In questo momento così delicato le trasfusioni servono più che mai. Ecco l’invito alla donazione del sangue a tutti quelli che possono.

Trasfusione di sangue
Il paziente centenario protagonista di questa vicenda ha ricevuto due trasfusioni di sangue proveniente da soggetti guariti dal Coronavirus

«La donazione è sicura e non ha alcuna controindicazione. Venite a donare perché il bisogno di sacche nei nostri ospedali non conosce pause»: questo è l’appello alla donazione del sangue di tutti i gestori dei centri trasfusionali, dopo un calo da inizio 2020 del 10%.

Donatori e operatori saranno tutelati da misure di sicurezza straordinarie, vista l’emergenza da Coronavirus. All’ingresso i donatori sono sottoposti a un controllo; i posti nelle sale di attesa sono distanziati, così come quelli nelle sale di donazione.

donazione sangue
La donazione sangue è sicura, sia per chi dà sia per chi riceve, e non espone al contagio da Coronavirus

LEGGI ANCHE: Rugani positivo al Coronavirus, la fidanzata: “Con l’amore ne usciremo più forti”

Anche i riceventi possono stare tranquilli perché non è scientificamente documentato il rischio di trasmissione trasfusionale Covid-19. Lo stesso per le precedenti epidemie di Mers o Sars.
La normativa, emessa dal Centro nazionale sangue insieme all’Istituto superiore di sanità, prevede la sospensione temporanea di 14 giorni per chi rientra dalla Cina o è stato esposto al rischio di contagio da SARS-CoV-2.

L’appello alla donazione del sangue è volto anche a far sapere che questa rientra tra le situazioni di necessità per cui si può uscire di casa con autocertificazione. È comunque consigliato, adesso più che mai, programmare la propria donazione telefonando ai numeri messi a disposizione dai centri trasfusionali.

Può donatore chiunque, uomo o donna, abbia un’età compresa tra i 18 e i 65 anni. Deve godere di buona salute e pesare almeno 50 chili. Tutti i lavoratori dipendenti, inoltre, hanno diritto alla giornata di riposo retribuita.

Chi dona per la prima volta prima deve sostenere un colloquio preventivo con i medici e fare gli esami di controllo previsti dalla pre-donazione. La cosiddetta «donazione differita» serve ad aumentare la sicurezza trasfusionale per i pazienti e tutelare la salute del cittadino.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, nuovo esodo dal Nord al Sud a bordo dei treni.