Coronavirus, buddisti donano 3 milioni dell’8 per mille

Anche loro contribuiscono attivamente all’emergenza da Covid-19.

Buddisti Italiani
Buddisti Italiani

I buddisti italiani donano tre milioni di euro dell’8 per mille per aiutare a far fronte all’emergenza da Coronavirus. Un milione e mezzo lo riceverà la protezione civile. Servirà per la costruzione di un nuovo ospedale pensato ad hoc per contrastare la pandemia in atto.

Angelo Borrelli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile.

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La somma restante, invece, andrà alle organizzazioni del terzo settore impegnate anche loro a far fronte a questo periodo estremamente difficile per il Paese. Nel 2019 l’Unione Buddista Italiana ha ricevuto dallo Stato circa 13 milioni di euro. Anche la Chiesa cattolica ha messo a disposizione 10 milioni provenienti dai fondi dell’8 per mille. La cifra è su un totale di 1.071 milioni di euro percepiti dalla ripartizione del gettito Irpef.

«In questo momento non semplice vogliamo restituire concretamente alla popolazione italiana la fiducia che ci ha dimostrato con l’8×1000 e per questo abbiamo deciso di stanziare 3 milioni di euro come sostegno immediato a chi è impegnato a contrastare la diffusione del Covid19»: fanno sapere i buddisti attraverso un comunicato ufficiale.

E poi: «Invieremo subito 1.5 milioni di euro alla Protezione Civile e altri 1,5 milioni destinato a un fondo speciale emergenziale per le organizzazioni del Terzo Settore che svolgono e svolgeranno, soprattutto in fase post emergenziale, un’opera fondamentale di sostegno e vicinanza ai soggetti più fragili».

L’Unione Buddhista Italiana ha fatto sapere che terrà d’occhio la situazione nella sua totalità, le urgenze e le richieste. Rimarrà in contatto con le varie organizzazioni che operano sul territorio nazionale al fine di stanziare i fondi nel modo migliore possibile.

Concludono la nota così: «Siamo fiduciosi che questo periodo di prova che stiamo vivendo rafforzerà appieno lo spirito di apertura di tutti noi e come buddhisti sentiamo forte l’invito a tradurre in azioni la compassione verso l’altro: è questa l’autentica via del prendersi cura».

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