Coronavirus in Cina, le vittime salite a 425 e i contagi sono oltre 20mila

Centosessanta i casi di guarigione nelle ultime 24 ore.

(WG) In Cina il bilancio delle vittime del coronavirus è salito a 425. Inoltre, nella sola giornata di ieri – lunedì 3 febbraio – sono stati registrati 3.235 casi, portando il numero totale delle infezioni a 20.438.

Da segnalare anche, dagli ospedai cinesi sono stati dimessi 635 pazienti, dopo essere stati curati con successo: 160 guarigioni nelle ultime 24 ore, come riportato dalla Commissione Sanitaria Nazionale (NHC).

Poi, un primo gruppo di 50 pazienti è stato ammesso nel nuovo ospedale Huoshenshan di Wuhan, la città – focolaio dell’epidemia dove si sta anche convertendo lo stadio e il centro conferenze ed esposizioni in centri di quarantena con altri mille posti per curare i malati meno gravi.

È stato segnalato, inoltre, il primo caso di decesso a Hong Kong, ex colonia britannica: un paziente di 39 anni.

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Dal Giappone, invece, la notizia di una nave da crociera con 3.500 persone a bordo messa in quarantena, dopo che un passeggero di 80 anni è risultato positivo al Coronavirus cinese. Si tratta della Diamond Princess, ormeggiata nel porto di Yokohama con 2.500 passeggeri e 1.000 membri dell’equipaggio.

Inoltre, si avvertono le prime conseguenze economiche. Hyundai Motor e la controllata Kia Motors hanno sospeso alcune linee di assemblaggio per la carenza di componenti dalla Cina. Lo stop terminerà l’11 febbraio, al netto dell’arrivo dei pezzi necessari per la cablatura da produttori locali.

Infine, 46 compagnie aeree straniere hanno sospeso i voli da e verso la Cina. Tra le compagnie aeree interessate ci sono American Airlines, British, Lufthansa, Finnair, El Al, Scandinavian Airlines, Air India, Air Canada e altri. Su quest’aspetto il ministro della Salute italiano, Roberto Speranza, ha ricordato che «il Governo italiano è stato il primo a bloccare i voli aerei diretti da e per la Cina e c’è un controllo che sta crescendo in maniera consistente anche sui voli indiretti».

Speranza ha aggiunto che l’Italia «da un lato con la ricerca, dall’altro con i controlli sugli spostamenti, sta dando una mano vera per contenere l’avanzata del virus. Non dobbiamo spargere allarmismo ma mantenere una soglia di attenzione alta».

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