Coronavirus: cosa pensano i pediatri del vaccino contro il Covid-19

Secondo i vertici Fimp, andrebbe fatto ai bambini di tutte le età.

Con l’anno scolastico agli sgoccioli, si comincia chiaramente a parlare del prossimo. Si tratterà oggettivamente di un ritorno a scuola molto particolare, il primo banco di prova della quotidianità delle aule dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. Cosa pensano in merito i pediatri?

Il punto di vista della Federazione Italiana Medici Pediatri

Interessante a tal proposito è il punto di vista della Federazione Italiana Medici Pediatri, che mette in primo piano la necessità di una vaccinazione ai bambini di tutte le età come prerequisito vincolante per rientrare tra i banchi di scuola.

LEGGI ANCHE: Coronavirus: il virologo Crisanti: “Ecco perché ci sono meno casi gravi”

A detta del Dottor Antonio D’Avino, vice presidente Fimp, è necesssario programmare la fase 3 prima che sia troppo tardi e farlo a partire dai servizi sanitari territoriali. Ha altresì fatto presente che, oggi come oggi, sappiamo che tra gli altri sintomi del Coronavirus oltre alla febbre e alla dispnea rientrano anche i disturbi gastrointestinali, la rinite, la congiuntivite e le congestioni nasali. In virtù di questo quadro, secondo il suo punto di vista è quantomai importante arrivare alla realizzazione di una diagnosi differenziale.

Come già ricordato, la posizione della federazione prevede l’obbligatorietà del vaccino per il ritorno a scuola, ma anche il tampone per l’accesso alle varie classi. Secondo il numero due della Fimp, bisognerebbe iniziare a programmare già da ora, onde eivtare di trovarsi all’inizio dell’autunno con dosi di vaccino non sufficienti.

A suo dire, è cruciale anche la possibilità, per i pediatri di famiglia, di prescrivere i tamponi con la garanzia di tempi di risposta celeri. L’esperto ha anche rassicurato sulle mascherine, asserendo che, per i bambini, non c’è nessun rischio legato all’utilizzo prolungato con il fine di prevenire il contagio da Covid-19. Il focus, a detta della Fimp, è nell’aspetto organizzativo, sul quale bisogna lavorare alacremente in virtù del tempo che passa tra il caso sospetto e il risultato del tampone (circa 10 giorni).

LEGGI ANCHE: Infermiere americano guarito dal Coronavirus: ho perso 23 kg