Coronavirus e divieti: cosa si rischia e come funziona l’autocertificazione

La direttiva per i controlli arriva dal Viminale, cosa prevede.

Posti di blocco per il Coronavirus
Posti di blocco per il Coronavirus

Il decreto del governo che riguarda la Lombardia e 14 province fissa nuove regole per limitare gli spostamenti. L’Italia, di fatto, è divisa in due. Ma quali sono i rischi per chi viola i divieti? Cerchiamo di fare chiarezza.

Le verifiche nei Comuni e nella Regione saranno «a campione»: dovranno essere i cittadini a dimostrare di avere la necessità di lasciare la zona di sicurezza e possono farlo con un’autocertificazione. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha quindi emanato una direttiva per fissare «percorsi canalizzati» per i passeggeri, stabilire le regole per gli accertamenti e i criteri per chi violerà le norme.

Luciana Lamorgese, ministro dell'Interno
Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno

[wonderplugin_cond deviceinclude=”android”]

LEGGI ANCHE: Medico di Bergamo sul Coronavirus: «Dobbiamo scegliere chi curare e chi no»

[/wonderplugin_cond]

Per chi non darà una giustificazione con riscontro è prevista la denuncia per inosservanza del decreto. Secondo l’articolo 650 del Codice penale rischia l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro. Le sanzioni però prevedono anche «la contestazione di delitti colposi contro la salute pubblica».

Il decreto mira al «contenimento del contagio» nella Regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia.

È stato il comitato tecnico scientifico a suggerire la creazione di un’unica «area arancione» ritenendo che la «cinturazione» di sole due zone non fosse necessaria. E per questo è possibile «il rientro presso il domicilio, abitazione o residenza».

Il controllo di chi viaggia in macchina o sui tir «avverrà lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti». Sarà la polizia stradale «a vigilare sulla rete autostradale e sulla viabilità principale verificando le autodichiarazioni», mentre sulla «viabilità ordinaria» interverrà «l’Arma dei carabinieri e alle polizie municipali».

Posti di blocco per il Coronavirus
Controlli sulle strade

[wonderplugin_cond deviceinclude=”android”]

LEGGI ANCHE: Coronavirus in Italia, 133 morti nelle ultime 24 ore: il totale è di 366 decessi

[/wonderplugin_cond]

Il decreto consente la libera circolazione delle merci «per non interrompere l’attività produttiva e quella commerciale». Quindi si dovrà dimostrare che si viaggia per consegne e approvvigionamenti, anche di generi non di prima necessità.

Le regole per le navi con eventuali soggetti positivi al Coronavirus le stabilisce la protezione civile, che ha individuato quattro porti dove è possibile l’attracco: Civitavecchia, Bari, Ancona e Ravenna. Verranno sottoposti al triage prima dello sbarco e divisi tra asintomatici da destinare alle caserme e i sintomatici da trasferire in ospedale. Le famiglie non verranno separate e i turisti saranno rimpatriati immediatamente.

I rischi per chi viola i divieti sono solo per chi vive nella zona rossa in quarantena. Al di fuori è prevista la sospensione di tutte le attività sportive e di quelle sociali nelle discoteche, nei pub e nelle sale giochi.

«Alle persone anziane e agli immunodepressi si raccomanda di non uscire dalla propria abitazione se non nei casi di stretta necessità» e lo stesso «limite agli spostamenti vale per tutte le altre persone».

«Gli accompagnatori dei pazienti» non possono accedere alle sale d’attesa degli ospedali, le visite nelle case di riposo devono essere «autorizzate dalla direzione sanitaria». È quindi indispensabile seguire le regole, mantenere le distanze e spostarsi solo se strettamente necessario.

[wonderplugin_cond deviceinclude=”android”]

LEGGI ANCHE: OMS: “Non ci sono prove che il Coronavirus andrà via in primavera”

[/wonderplugin_cond]