Coronavirus, è pandemia: ma cosa significa e cosa comporta?

L’emergenza Covid-19 è stata definita pandemia dall’Oms.

Pandemia
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Una cosa va detta subito: non si parla di un aumento dell’intensità della malattia, la differenza tra epidemia e pandemia riguarda il coinvolgimento geografico. Si parla di pandemia quando una nuova malattia si diffonde in diversi Paesi del mondo. Generalmente indica il coinvolgimento di almeno due continenti.

Ogni Paese è tenuto a rispondere mettendo in atto dei piani pandemici per gestire l’organizzazione di ospedali e terapie, in linea con quanto previsto dall’Organizzazione mondiale della sanità. Quella del Coronavirus è la seconda pandemia del nostro secolo.

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L’ultima risale a undici anni fa, al 2009, quando l’influenza A/H1N1 ha contagiato un miliardo di persone nei primi sei mesi, causando 600 mila morti. A complicare il tutto è la globalizzazione, che ha permesso una diffusione del Covid-19 molto più rapida da un continente all’altro. Il veicolo principale? L’aereo. E lo stesso è successo con l’influenza H1N1.

Una differenza con la pandemia precedente però c’è: gli scienziati hanno formulato l’identikit genetico dell’agente responsabile molto velocemente. Le pandemie dei secoli scorsi erano molto più controllabili proprio per la mancanza dei trasporti moderni, anche se le terapie per contrastarle erano meno efficaci.

Non è così che si definisce la gravità: la pandemia è un parametro che riguarda l’efficacia della diffusione. Per questa ragione, va monitorata l’evoluzione della malattia e bisogna adattare i provvedimenti preventivi e di contrasto in base alle informazioni che si raccolgono man mano.

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Altre misure possono incidere sul numero del personale sanitario e l’acquisto di farmaci. La messa a punto e la produzione su larga scala di un vaccino diventano prioritarie, così come l’organizzazione delle campagne di vaccinazione. In alcuni casi, e in Italia è così, può essere necessario fare delle scelte riguardo all’accesso alle terapie.

Prepararsi a una pandemia non richiede solo il supporto del personale sanitario, ma di tutta la popolazione. Fondamentale è la sinergia tra l’Organizzazione mondiale della sanità e le varie organizzazioni mondiali. A livello nazionale deve esserci un aggiornamento costante, che includa la modalità di trasmissione, la gravità della malattia, la prevenzione e le terapie a disposizione.

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