Coronavirus, Emiliano Perani muore a 36 anni: l’addio dell’infermiere (VIDEO)

Non aveva alcuna patologia pregressa.

Emiliano Perani
Emiliano Perani

Emiliano Perani non è riuscito a sconfiggere il Coronavirus. Aveva soltanto 36 anni, ma la giovane età non è bastata a salvarlo. Bergamasco, di Casnigo, è l’ennesima vittima del Covid-19 di una delle regioni maggiormente colpite dalla seconda pandemia del nostro secolo.

Era ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Gerardo di Monza. E se n’è andato dopo aver lottato per un mese circa. Nessuna malattia pregressa, nemmeno quarant’anni: eppure non è stato abbastanza forte da debellare il Coronavirus, un nemico invisibile e subdolo. Ce lo dice la storia di Emiliano Perani, ma non è la sola.

Professione fotografo, ma era anche la sua passione. Gli piaceva viaggiare e raccontare attraverso il proprio sguardo i luoghi che visitava. Un’anima pura e creativa che ha lasciato un vuoto incolmabile in chi gli voleva bene.

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Non si danno pace i genitori Lucia e Adriano, la sorella Stefania e una nipotina. Il paese in cui viveva, Casnigo, è lo stesso che ha dovuto vivere il lutto della morte del parroco, Don Giuseppe, molto amato dalla piccola comunità.

Sui social di Emiliano Perani sono tanti i commenti di chi soffre per la sua morte prematura. Uno tra gli altri racconta di un legame speciale, nuovo, figlio della pandemia. Francesco, un infermiere del San Gerardo.

«Ciao Emi, io e te non ci siamo mai conosciuti. Anzi, io ho conosciuto te. Ti conosco da 4 settimane e sono stato con te ogni giorno per 12 ore. Ogni mattina mi avvicinavo e oltre a darti il buongiorno ti ripetevo sempre la solita frase: ‘Forza Emi, reagisci, non vorrai mica darla vinta a lui!’. Tu non rispondevi ma capivo che stavi lottando con tutto te stesso e l’hai fatto fino alla fine…»: scrive.

E continua: «Oggi quando ti ho salutato con le lacrime che scendevano attraverso la mascherina ho pensato che se ne vanno sempre i migliori e tu eri uno di questi. Fai buon viaggio Emi, ti porterò per sempre dentro di me». Gli effetti collaterali del Covid-19 non sono solo devastanti: nel dolore nascono anche splendide amicizie.

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